Arrestato per molestie e sequestro di persona

28 Luglio 2017

Giovane ai domiciliari: gli atti persecutori sulla ragazza che frequenta ancora Per scagionarsi mostrerà sms con i quali lei si scusa del comportamento dei suoi

CHIETI . Le accuse a suo carico sono pesanti: stalking e sequestro di persona. Ma dalla sua ha anche una denuncia contro la sua ragazza e alcuni messaggi ricevuti sul telefonino e in cui lei si scuserebbe per alcuni comportamenti poco galanti avuti dai suoi familiari nei confronti del giovane. Insomma un quadro accusatorio che - così spera l’indagato - sarà chiarito già oggi nell’interrogatorio di garanzia fissato in tribunale e nel corso del quale, da indiscrezioni trapelate, vorrà dire la sua al magistrato rinunciando così alla facoltà di non rispondere.
Le accuse riguardano un giovane arrestato all’alba di ieri mattina dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Chieti. Per il giovane il giudice per le indagini preliminari ha deciso la misura dei domiciliari dandogli la possibilità di andare al lavoro così da non perdere l’occupazione. Il giovane deve rispondere di stalking (letteralmente “fare la posta”): si tratta di quello che la legge definisce come un comportamento reiterato di tipo persecutorio, realizzato dal soggetto persecutore nei confronti della sua vittima: si tratta di un insieme di condotte vessatorie, sotto forma di minaccia, molestia, atti lesivi continuati e tali da indurre nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico e un ragionevole senso di timore.
L'art. 612 bis del codice penale al primo comma, punisce la condotta di chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita con la reclusione da sei mesi a quattro anni, salvo che il fatto non costituisca più grave reato. Per il secondo comma, inoltre, la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
«Siamo sicuri che nell’interrogatorio di domani (oggi per chi legge, ndc) tutta la vicenda si chiarirà», dicono i più stretti familiari del giovane, «anche perché il nostro congiunto non si avvarrà della facoltà di non rispondere».
Pare che il giovane sia stato denunciato un paio di mesi fa dalla ragazza, da sua madre e perfino da una delle nonne. Ma anche da parte sua ci sarebbero delle querele. Gli investigatori nelle passate settimane hanno svolto le loro indagini e ieri è scattata l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per lui.
La parola oggi passa al giudice. (r.o.)
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