Arrestato per spaccio Deve scontare 2 anni e 3 mesi a casa

12 Novembre 2015

VASTO. Arresti domiciliari per Michele Pietropaolo, 62 anni. A disporre la misura cautelare sono stati i magistrati del Tribunale di sorveglianza dell’Aquila. I giudici hanno emesso una ordinanza di...

VASTO. Arresti domiciliari per Michele Pietropaolo, 62 anni. A disporre la misura cautelare sono stati i magistrati del Tribunale di sorveglianza dell’Aquila. I giudici hanno emesso una ordinanza di esecuzione della detenzione domiciliare per pene concorrenti.

«L’uomo», spiega in una nota il commissariato di polizia di Vasto, «è stato condannato con sentenza definitiva poichè ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio commesso nel 2005. Durante un servizio mirato alla repressione dei reati relativi allo spaccio di droga, la polizia trovò all’interno del locale gestito da Pietropaolo due tubi metallici nascosti dietro il motore di erogazione della birra con diverse dosi di sostanza stupefacente, tipo cocaina. Le dosi erano pronte per essere spacciate».

In quella occasione la polizia trovò complessivamente 13 grammi di cocaina suddivisa in 16 dosi. La “neve”, dal valore commerciale di circa 1.300 euro, era stata nascosta all’interno dei tubi sistemati sotto il bancone. Il blitz venne fatto dopo aver notato per giorni un insolito via-vai nel bar.

Una domenica di metà novembre il dirigente dell’epoca, il vicequestore Ugo Terracciano, ordinò il blitz nel locale. Fra barattoli di caffè e bottiglie di liquore, gli agenti scoprirono la droga.

Su disposizione della magistratura, le 16 confezioni vennero analizzate per appurarne la composizione. Da allora sono passati dieci anni e nel frattempo la giustizia ha fatto il suo corso.

Il pronunciamento della sentenza definitiva ha messo il barista nei guai. L’uomo - spiegano al commissariato di Vasto - ora dovrà scontare 2 anni, 3 mesi e 14 giorni di reclusione domiciliare.

All’indagato è stato anche imposto il divieto di allontanamento dall’abitazione senza l’autorizzazione del magistrato di sorveglianza e il divieto di incontro e contatti telefonici con persone diverse dai familiari conviventi. Vietato anche frequentare pregiudicati e tossicodipendenti e detenere armi o droga. La polizia fa sapere che i controlli saranno molto severi e in caso di inosservanza delle disposizioni l'uomo potrebbe essere trasferito in carcere. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA