Arrestato per violenze su due bambine

13 Gennaio 2015

I primi abusi sulla figlia della convivente quando aveva 5 anni. Le attenzioni morbose anche sulla fidanzatina del fratello

LANCIANO. Per otto anni ha abusato sessualmente della figlia minorenne della convivente. Una tortura iniziata per la piccola all’età di 5 anni e continuata fino allo scorso anno. Fino a quando la ragazzina, ormai adolescente, ha confessato tutto a un’amica di scuola. Il presunto “mostro” è stato così fermato. L’uomo, 45 anni, di Ortona, è stato arrestato: è ai domiciliari.

Gli episodi di violenza sessuale a suo carico sarebbero nei confronti di due ragazze di età inferiore ai 14 anni. Gli abusi sessuali nei confronti della figlia della convivente sarebbero andati avanti dal 2006 al 2014, come hanno accertato le indagini coordinate dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi e condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia della Procura di Lanciano.

Sarebbero iniziati nella casa della donna, separata e madre della piccola, e poi continuati quando la coppia si è spostata a Ortona. La bambina aveva appena cinque anni. Viveva con il padre e andava a casa della madre in occasione dei fine settimana e delle vacanze. Qui c’era anche il convivente della donna, il quale per otto lunghi anni, ha abusato della bambina e poi dell’adolescente, costringendo la minore ad atti sessuali. Abusi che hanno segnato per sempre la piccola vittima, cresciuta con un peso più grande di quello che la sua età poteva sopportare.

Solo lo scorso anno la ragazzina ha trovato la forza di confessare gli abusi, sfogandosi a scuola con un’amica. Subito dopo sono intervenute le insegnanti e la vicenda è stata segnalata in Procura. Da qui sono partite le indagini. Sono state sentite le compagne di scuola e le insegnanti e la stessa vittima, che avrebbe subito confermato gli episodi, quasi a volersi liberare di quel peso portato troppo a lungo. Venuta a conoscenza degli abusi, anche la madre ha subito interrotto la relazione con l’uiomo, mettendolo alla porta.

Nel corso delle indagini, condotte con l’ausilio di un consulente tecnico specializzato in psicologia infantile, sarebbe emerso che la ragazzina non era stata l’unica vittima. L’indagato avrebbe rivolto le sue attenzioni morbose anche a un’altra bambina, che frequentava l’abitazione poiché era la fidanzatina dell’altro figlio della sua convivente. Il gip Francesco Marino, ritenendo grave il quadro indiziario a carico dell’indagato, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari, con obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione se non con l’autorizzazione della locale autorità giudiziaria e con il divieto di comunicare con persone diverse da quelle con lui conviventi. Nei prossimi giorni l’uomo comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia.

Stefania Sorge

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