Arrestato un 22enne: rapinava i benzinai Lo incastrano i vestiti

Assalti a mano armata: ai domiciliari Francesco Zappacosta Trovati a casa gli stessi indumenti usati durante i due colpi
CHIETI. In camera da letto aveva ancora la felpa grigia, il pantalone chiaro, il casco, le scarpe e lo scaldacollo utilizzati durante gli assalti ai distributori di carburante. Sono stati quegli indumenti a incastrarlo definitivamente, insieme a una pistola replica di una Beretta che custodiva nella sua Golf. Francesco Zappacosta, teatino di 22 anni, è stato arrestato dai poliziotti della squadra mobile di Chieti per rapina pluriaggravata: ora si trova ai domiciliari dopo l’ordinanza firmata dal giudice Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, a seguito della perquisizione domiciliare nella quale gli investigatori del commissario capo Nicoletta Giuliante hanno raccolto ulteriori «gravi indizi di colpevolezza» nei confronti dell’indagato.
LE ACCUSE
Il giovane è accusato di essersi impossessato di 1.390 euro, la sera dello scorso 27 giugno, dopo aver minacciato con l’arma un addetto del distributore di carburante Portobello di via Aterno. Qualche giorno dopo, per la precisione il 3 luglio, lo stesso Zappacosta ha tentato di rapinare anche l’area di servizio Ip all’interno del parcheggio del centro commerciale Megalò, dove però il benzinaio – davanti alla minaccia della pistola – è fuggito nella direzione opposta trovando rifugio nel vicino autolavaggio e facendo desistere il malvivente. In entrambi i casi il rapinatore è arrivato e si è dato alla fuga in sella a un motorino. Gli episodi, come sottolineato dal pubblico ministero, hanno destato «particolare allarme sociale», visto che il giovane non ha esitato a entrare in azione nonostante i distributori «fossero sottoposti a sorveglianza».
L’INCHIESTA
Dopo l’intervento iniziale della squadra volante, le indagini della terza sezione della Mobile, che persegue i reati contro il patrimonio, si sono concentrate subito sul ventiduenne, anche a seguito della visione delle immagini delle telecamere delle aree di servizio finite nel mirino. E i sospetti si sono dimostrati fondati, stando agli elementi schiaccianti emersi nel corso della perquisizione, definiti nell’ordinanza di custodia cautelare «gravi, univoci e convergenti nell’indicare l’indagato come unico possibile autore delle due rapine contestate». Ed è stato inutile il tentativo di Zappacosta di farla franca coprendosi due vistosi tatuaggi con lo scaldacollo.
Secondo il giudice, dunque, è concreto il rischio che l’indagato possa tornare a colpire, alla luce «delle modalità di esecuzione delle rapine, sintomatiche di tecnica consolidata, e della reiterazione in tempi brevissimi. Il certificato del casellario giudiziale conferma tale elemento, nonostante la giovanissima età, avendo l’indagato già riportato un precedente definitivo per resistenza a pubblico ufficiale».
L’INTERROGATORIO
L’arrestato, difeso dall’avvocato Vittorio Supino, sarà interrogato domattina in tribunale e potrà decidere se fornire la sua versione dei fatti.
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