Arriva l’isola pedonale accorciata «Nessun vantaggio per i negozi»

Aumenta il fronte del no alla riapertura al traffico dell’ultimo tratto che si affaccia sul Parco delle Rose Verna: idea negativa. Aruffo: bimbi a rischio. Luciani: delibera da ritirare. Sarchese: scelta insensata
LANCIANO. Si alza il fronte dei no sulla riapertura al traffico dell'ultimo tratto di corso Trento e Trieste, compreso tra via Gorizia e largo dell'Arciprete e che si affaccia sul Parco delle Rose, futuro polmone verde della città. L'amministrazione Paolini ha approvato la delibera per «ridare fiato al commercio cittadino tramite il recupero di 50 posti auto» e per «snellire il traffico sulle parallele via Dalmazia e via De Crecchio» come sostiene l'assessore alla mobilità e traffico Paolo Bomba. La scelta impone anche la rimodulazione delle concessioni di suolo pubblico interessate dai dehors: nello spazio oggi occupato da sedie e tavolini torneranno gli stalli per i parcheggi.
«Una delle peggiori idee partorite finora dall'amministrazione Paolini», tuona il consigliere di Azione, Giacinto Verna, «che in Comune si navighi a vista si era capito con la figuraccia dei parcheggi a pagamento nel periodo natalizio. Per contrastare la desertificazione commerciale e rafforzare l'economia urbana bisogna investire sulla valorizzazione del centro, come fanno da decenni tutte le città che puntano a diventare più attrattive e come volevamo fare nella precedente amministrazione, creando un'unica area pedonale, un luogo di aggregazione sicuro che invitasse la gente a uscire e a frequentare un grande centro dalla Piazza alla Pista». «Chi si mette in macchina per fare le sue spese con l'intenzione di non fare a piedi neppure 20 metri, dove andrà? Per il Corso o al centro commerciale?», invita a riflettere Rita Aruffo, consigliera di Lanciano X tutti, «chi vuole sedersi e gustare all'aperto qualcosa in un locale, dove andrà a sedersi, tra le auto o in una zona dove le auto non gli sfrecciano accanto? E cosa diciamo in ordine a questa scelta a quei bambini che entrano tranquilli al Parco e che si cerca di educare alla mobilità sostenibile, anche facendoli andare a scuola a piedi?».
Europa Verde Frentana già nei mesi scorsi aveva fotografato parcheggi come piazza D'Amico e via Per Frisa e il multipiano di via Milano semi deserti durante le ore di maggiore frequenza del centro città: «Significa che non c'è bisogno di nuovi parcheggi, di nuovi spazi per le auto o di recuperare degli spazi a scapito dei pedoni», interviene il portavoce Stefano Luciani, «il traffico di auto non aiuta il commercio, inoltre sulle linee programmatiche si parla di ridare spazio soprattutto ai bambini, di aumentare le pedonalizzazioni, si citano con entusiasmo progetti come il Piedibus. Chiediamo il ritiro immediato del provvedimento e la stesura del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) e ci mettiamo a disposizione per un confronto e per la realizzazione di tale piano». «Una scelta insensata», boccia la decisione Tommaso Sarchese, componente EcoDem, «contro ogni logica, dopo aver rifatto la pavimentazione e creata un’area che collega anche l’ex ippodromo e frequenta come il Parco delle Rose. Ribadisco la mia proposta di fare dell’area Parco, viali e l’area antistante la villa comunale, uno spazio totalmente pedonale e chiuso al traffico per creare un vero polmone verde dove tutti possono sostare, passeggiare e far divertire i bambini. Tutte le città vanno in quella direzione, Lanciano invece torna indietro come il gambero».
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