Arriva Magdi Allam e il paese si spacca

21 Dicembre 2014

Torrevecchia: il giornalista invitato da Marinucci a parlare di Cristo e Islam diventa un caso

TORREVECCHIA TEATINA. Nessuno come Magdi Cristiano Allam poteva dividere la piazza sul tema sempre caldo dei rapporti tra cristianesimo e islam. E l'incontro a San Rocco con il giornalista di origini egiziane non ha smentito le previsioni. Anzi. «Voglio dirvi», ha esordito Allam davanti a un folto pubblico di fedeli e ecclesiastici, ma anche laici che per interesse culturale l'altro ieri sera hanno aderito all’invito del neo costituito gruppo politico "Impegno civico" capitanato da Nando Marinucci, Pd e capo dell'opposizione, «che la società occidentale è al centro di grandi trasformazioni, in bilico tra i pericoli del sincretismo religioso e la bomba demografica che il mondo mussulmano sta innescando in Europa. Oggi c'è l'attacco ai grandi valori della vita, del matrimonio e della famiglia, ma domani è in agguato l'islamizzazione dell'Occidente». Parole forti, che ancora prima dell’arrivo di Allam avevano infiammato le discussioni sul gruppo Facebook degli organizzatori. Mentre Franco ha disdegnato l'invito dicendo di essere «contro le Crociate», Rino aveva criticato senza mezzi termini la scelta di invitare l'ex vice direttore del Corsera: «Non vi sembra esagerato», ha scritto, «invitare un integralista che a mio avviso utilizza il cattolicesimo per finalità personali?». Perplessità a tratti palpabili anche nella cappella della chiesa al centro del paese. Don Danilo Belotti, il parroco, ha ricordato a Cristiano Allam che «l'azione contemporanea della Chiesa è pur sempre governata dal Concilio Vaticano II, dalla dottrina del dialogo tra confessioni pur nel rispetto delle reciproche identità». Tra i perplessi c'è il segretario comunale del Pd, Giovanni Palumbo. «I toni e le prospettive apocalittiche di Allam», spiega, «ci devono far riflettere sulla portata del pluralismo, che pure deve rimanere il nostro metodo di rapportarsi a realtà difficili come l'Islam. Ma occorre anche una sorta di minimo sindacale, altrimenti dovremmo dare la parola, per esempio, ai neonazisti o a Riina». Marinucci parla di «Contributo che il paese ha dato a un dibattito impegnativo», ma a conferma che su Allam il paese s'è spaccato annota, «che abbiamo avvertito un clima di intolleranza, l'amministrazione e la politica locali erano assenti. Qualcuno ci ha boicottato».

Francesco Blasi