Arriva primo al concorso Ma il posto va al secondo

Giovane teatino si rivolge al Centro: ha fatto causa alla Teate servizi e l’ha vinta Ma la società non gli ha dato il lavoro. Così ha deciso di pignorare il Comune
E’ vincitore di un regolare concorso pubblico, ha in mano una sentenza del Tribunale del lavoro di Chieti, datata 18 giugno scorso, che impone all’azienda una riassunzione immediata a tempo indeterminato ma, da quasi due anni, è a casa senza stipendio.
E’ la storia paradossale che ha deciso di denunciare al Centro un giovane ex dipendente della Teate servizi di cui riportiamo solo le iniziali, D.I.D. Il ragazzo, sposato e con una bimba a carico, ha lavorato senza soluzione di continuità dal 2004, prima per il Comune e poi per la Teate servizi, come custode del mercato coperto di via Ortona a Chieti Scalo. Nel 2010 arriva l’occasione giusta per stabilizzare un rapporto di lavoro precario: la Teate servizi bandisce un concorso con l’obiettivo di assumere alcune figure professionali.
Tra le categorie del concorsone a cui partecipano quasi mille persone c’è anche la qualifica di D.I.D. ovvero di “operatore tecnico generico addetto alla custodia degli immobili comunali”. Il giovane, quindi, fa il concorso e lo vince classificandosi al primo posto. Ma da quel giorno, incredibilmente, parte la sua odissea lavorativa. Gli incarichi di lavoro, infatti, diventano da annuali a mensili fino alle briciole. «Nel 2011 e nel 2012 - racconta il ragazzo - ho lavorato solo tre mesi mentre nel 2013 appena un mese tanto che non sono riuscito neppure ad ottenere i requisiti per il sussidio della disoccupazione. Nel frattempo, però, i miei colleghi, a rotazione, hanno continuato a lavorare». Per questo D.I.D. decide di presentare un ricorso al Tribunale del lavoro di Chieti, sulla falsa riga di quanto hanno fatto con risultati positivi altri colleghi. Il 18 giugno scorso il giudice del lavoro, dottoressa Laura Ciarcia, si è pronunciata nel merito riconoscendo il diritto al ricorrente “all’assunzione immediata a tempo indeterminato”. Al tempo stesso il giudice ha condannato la Teate servizi, che ha inoltrato un ricorso, a pagare un risarcimento quantificato nelle retribuzioni mensili che dovevano essere corrisposte dal 25 giugno del 2012 ad oggi. Peccato che il ragazzo, difeso dall’avvocato Domenico Budini, non abbia ancora ricevuto un centesimo e sia di fatto rimasto disoccupato da tempo immemore. Non a caso il legale del giovane sembrerebbe pronto a presentare un atto di pignoramento in Comune mentre la Teate servizi ricorda di non avere più, da due anni, il servizio di custodia degli alloggi comunali e, quindi, di non poter impiegare in alcun modo il giovane. Vincitore, però, di un concorso pubblico.

