Arrivano 170 ricorsi contro la Asl Stop al concorsone per infermieri

I candidati esclusi: «Domande errate e disparità di trattamento: l’intera procedura va annullata» L’azienda blocca lo scritto: «Abbiamo fatto tutto in regola, ma aspettiamo la decisione del Tar»
CHIETI. La Asl Lanciano Vasto Chieti blocca il concorsone per infermieri dopo i ricorsi presentati da oltre 170 candidati. La prima conseguenza della decisione presa dalla Commissione esaminatrice è l’annullamento della prova scritta già fissata per martedì a Rimini. Il caso arriverà davanti al Tribunale amministrativo regionale di Pescara nell’udienza prevista il prossimo 21 febbraio. «Non temiamo i ricorsi nella sostanza», fa sapere la Asl, «ma riteniamo doveroso attendere la pronuncia del Tar prima di procedere come previsto». Insomma: in attesa della sentenza, c’è già un primo stop per la procedura che assegna 30 contratti a tempo indeterminato. A restare con il fiato sospeso non sono solo gli esclusi, ma anche coloro – 1.016 su 4.438 partecipanti – che hanno superato la preselezione che si è tenuta lo scorso 8 gennaio, al palazzetto dello sport di Pesaro, e che si è svolta in due turni: uno mattutino e l’altro pomeridiano. La prova è dunque rinviata a data da destinarsi «nel rispetto del regolamento del concorso e delle decisioni che i giudici amministrativi intenderanno assumere», precisa la Asl.
IL MAXI RICORSO. Ben 164 infermieri hanno presentato un ricorso unico attraverso l’avvocato Emanuele Pagliaro. Ma quali sono i motivi che hanno spinto i candidati esclusi a rivolgersi al tribunale? «Dalla graduatoria», è scritto nell’atto arrivato sul tavolo dei giudici amministrativi, «emerge un dato preoccupante, soprattutto se lo si considera da un punto di vista statistico e probabilistico: la preselezione del mattino è stata superata solo da 155 candidati, mentre quella del pomeriggio da ben 861, ciò a riprova della differente difficoltà e formulazione dei questionari».
DISPARITÀ DI TRATTAMENTO. E ancora: «Nonostante la Commissione stessa avesse riscontrato l’erroneità di alcune domande poste nel questionario del mattino, tanto che ha dovuto indicare una diversa risposta considerata valida e attribuire a tutti i candidati della mattina un punto per una domanda alla quale non vi era indicata la risposta corretta, e nonostante, dunque, vi fosse un’evidente disparità di trattamento tra i candidati del mattino e quelli del pomeriggio e una evidente irregolarità della graduatoria, è stata repentinamente fissata la data per l’espletamento delle prove scritte».
LE FOTOCOPIE. Ma c’è anche un altro motivo che rende la prova nulla, secondo i ricorrenti. «Il bando prevedeva l’obbligatorietà della presentazione al momento della prova della copia cartacea della domanda di partecipazione debitamente firmata con spillata la fotocopia del documento di identità a pena di inammissibilità alla preselezione. Tale tassativa e perentoria previsione del bando che prevedeva l’esclusione dal concorso è stata violata dalla Asl, la quale ha consentito ai candidati che si sono presentati all’espletamento delle prove non solo di stampare in loco la copia della domanda ma anche di fotocopiare il documento di riconoscimento».
LE DOMANDE. «Le risposte errate nelle domande del questionario della mattina», si legge ancora sul ricorso, «oltre alle due riconosciute dalla Commissione esaminatrice, sono ben sei con una oscillazione di punteggio (un punto per ciascuna risposta e -0,33 di penalità) che potrebbero essere sottratti ai vincitori della preselezione i quali, nella realtà, hanno risposto in maniera errata e, di contro, aggiunti ai ricorrenti che hanno risposto in modo corretto. Ciò determina uno stravolgimento della graduatoria degli ammessi alla prova scritta in quanto vi è una oscillazione di punteggio di quasi 16 punti (7,98 tolti e 7,98 aggiunti).
IL TEMPO. Da ultimo, sempre secondo i ricorrenti, «la tempistica di trenta minuti assegnata ai candidati per la soluzione di trenta quesiti a risposta multipla non è stata congrua rispetto alla difficoltà nella formulazione delle domande e al fatto che vi erano evidenti errori anche ortografici e sintattici nelle risposte che hanno costretto i ricorrenti a una rilettura delle domande e delle risposte più volte, come facilmente riscontrabile dall’esame dei questionari».

