Artista ucciso, l’aggressore a processo

23 Ottobre 2019

Per l’omicidio di Umberto Ranieri, 53 anni, a giudizio un 18enne di origini tunisine incastrato da telecamere e messaggi

PAGLIETA. A processo per l’omicidio di Umberto Ranieri. A sette mesi dalla tragedia, la Procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Jelassi Mohamed Aziz, il 18enne di origine tunisine arrestato a giugno per il delitto dell’artista 53enne di Paglieta. Ma l’imputato ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, che prevede una riduzione di pena in caso di condanna. Aziz, che ha acquisito la cittadinanza italiana poco dopo la morte di Ranieri, è ritenuto il responsabile materiale dell’aggressione all’artista che il 17 marzo scorso, in largo Preneste a Roma, è stato colpito al volto da un violento pugno ed è stramazzato a terra. Ranieri, noto come Nniet Brovdi, non si è più ripreso ed è deceduto tre giorni dopo, il 20 marzo, in ospedale.
Ci sono voluti tre mesi di indagini per dare un volto e un nome al presunto assassino di Umberto. Forze dell’ordine e familiari dell’artista si sono scontrati a lungo con reticenza e paura di parlare nel quartiere della capitale dove Ranieri viveva da anni. Alla fine ad incastrare il 18enne sono state le telecamere installate nella zona dell’aggressione e sui mezzi pubblici, nonché le telefonate e i messaggi scambiati con la fidanzata di origini kosovare e con un’amica di quest’ultima, di origini romene, che erano con Aziz al momento dell’aggressione. I carabinieri della compagnia Casilina, coordinati dalla Procura di Roma, si sono basati sull’analisi dei filmati di 30 telecamere dei circuiti di videosorveglianza installati nelle vicinanze di largo Preneste e sui mezzi pubblici in transito negli orari compatibili con quello dell’aggressione, sullo studio di oltre 70.000 record di telefonate e servizi di messaggistica vari, registrati da ponti ripetitori installati in diversi punti della Capitale e su una approfondita analisi di social media intelligence. Ci sono poi le analisi del Dna eseguite dai carabinieri del Ris sui reperti raccolti in largo Preneste, tra cui semi di girasole. Dalle indagini è infatti emerso che il 18enne ha colpito Ranieri al termine di un alterco nato in seguito all’invito dell’artista al gruppo di giovani a non sporcare la piazza in cui stavano consumando una bustina di semi di girasole.
Jelassi Mohamed Aziz, che è rinchiuso da giugno nel carcere di Rebibbia, deve rispondere di omicidio preterintenzionale (la pena prevista è la reclusione da 10 a 18 anni), aggravato da futili motivi. Con la richiesta di rito abbreviato la prima udienza del processo, che era fissata in Corte d’assise per il prossimo 27 novembre, sarà adesso annullata. I familiari di Umberto Ranieri, il padre Filomeno e la madre Anna, assistiti dall’avvocato Giacinto Ceroli, si costituiranno parte civile per essere presenti al processo.
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