Artistico, sede al Ciapi in ritardo

29 Gennaio 2018

La preside: «A breve il trasferimento». E oggi 800 studenti sfilano in centro per chiedere scuole sicure

CHIETI. “Liceo artistico Nicola da Guardiagrele...Ieri e oggi”. Così si è chiamata la mostra allestita nella Bottega d’arte della Camera di commercio, rimasta aperta fino a ieri, ad opera di docenti e di studenti del liceo artistico e coreutico, che così hanno voluto mostrare produzioni create nel corso di decenni e raccontare opere venute alla luce in un istituto storico che, tuttavia, è senza fissa dimora da ottobre scorso. Questa mattina i 4 licei della città – oltre all’artistico-coreutico in prima fila, pure il classico, lo scientifico, e il pedagogico – scenderanno per le strade in corteo con circa 800 studenti (partenza alle 9 da piazza San Giustino, con sit-in finale sotto il palazzo della Provincia) a contestare proprio «la totale assenza di interesse da parte degli enti di competenza riguardo la disastrosa situazione degli istituti chietini» fanno sapere i rappresentanti studenteschi delle scuole in campo.
E i ragazzi del Nicola da Guardiagrele sono rimasti ormai da mesi senza attrezzature adeguate e senza laboratori, strumenti essenziali per potare avanti i loro percorsi didattici: «Secondo quanto già annunciato, ci trasferiremo a breve nella struttura del Ciapi», rassicura la dirigente scolastica Paola Di Renzo, «stiamo lavorando all’apertura di un laboratorio territoriale per l’occupabilità nel settore progettazione e design del gioiello. Attraverso un finanziamento ministeriale (che la scuola ha già ottenuto), potremo aprire un laboratorio tecnologicamente avanzato con sede in centro storico: stiamo valutando se allestirlo nel Convitto o nella nuova sede».
L’ex sede dell’artistico in via D’Aragona è stata chiusa a causa di un crollo di una parte di intonaco che precipitò a terra nella sala professori. Il complesso è stato dichiarato strutturalmente insicuro e i 250 alunni trasferiti, temporaneamente, tra l’edifico dell’ex Orsoline e quello del Seminario regionale. Ragazzi, docenti e addetti ai lavori sarebbero dovuti rimanere divisi tra quei due palazzi fino al mese di gennaio, per poi migrare definitivamente nella sede del Ciapi allo Scalo, centro di formazione della Regione che avrebbe spazi sufficienti per ospitare tutte le classi, compresi i laboratori. Ma gennaio è quasi terminato e la soluzione adottata non sembra essere più solo “pro tempore”: da Provincia e Regione non sono ancora arrivate notizie ufficiali circa la possibilità concreta di trasferire le classi al Ciapi.
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