Artistico, si allontana la soluzione Ciapi

Il presidente della Provincia gela gli studenti di dieci classi del liceo ospitati tra ex Orsoline e Seminario
CHIETI. Liceo artistico e coreutico Nicola da Guardiagrele: non c’è alcuna certezza che i circa 250 studenti “esuli” dell’istituto, diretto dalla preside Paola Di Renzo, possano entrare davvero nella struttura del Ciapi di Chieti Scalo a settembre prossimo. Per loro sfuma, così, la possibilità concreta di essere trasferiti finalmente in una sede scolastica unica e definitiva, dovendo continuare a portare avanti laboratori e percorsi didattici nell’assoluta precarietà e chissà ancora per quanto. A smorzare le speranze di studenti, docenti e addetti ai lavori è stato il presidente della Provincia Mario Pupillo, nel corso di un’assemblea indetta dall’ente martedì scorso nel palazzo provinciale, alla presenza di dirigenti e rappresentati di tutte le scuole superiori teatine. Un altro, però, l’oggetto dell’incontro: l’individuazione dei locali da destinare ad attività di assemblee d’istituto. «Non posso prometterti che da settembre sarete lì al Ciapi. Così mi ha detto nel corso di quell’assemblea il presidente», riferisce la rappresentante degli studenti dell’Artistico Luisa Kraja. Problemi che si accumulano dal momento che quella riunione in Provincia era stata lanciata per cercare di risolvere un’altra questione comune a molte strutture scolastiche della città: la mancanza di spazi per poter svolgere in sicurezza le assemblee di istituto. Durante la riunione di martedì, allora, si è tornato a porre domande pure sul caso Ciapi: da un punto di vista tecnico, infatti, ci sono già tutte le carte in regola affinché la Provincia dia avvio ai lavori necessari nell’edificio del Centro di formazione, di proprietà regionale, e permettere dunque agli studenti dell’Artistico e Coreutico di entrarvi. Parte degli studenti, intanto, è ancora ospitata tra le ex Orsoline e il Seminario pontificio, dopo che il complesso in via D’Aragona, che ospitava il liceo, è stato chiuso lo scorso ottobre perché dichiarato strutturalmente insicuro a seguito del crollo di una parte d’intonaco precipitato a terra in aula professori. Ben dieci classi, però, sono costrette da mesi a svolgere attività in ambienti non idonei, che si snodano lungo un unico corridoio al Seminario. «Lavoriamo per terra, altri non possono utilizzare le attrezzature necessarie», si sfoga ancora Kraja, mentre una collaboratrice scolastica sbotta: «Qui ci sono anche dei disabili. Viviamo nella paura». Ma nonostante tutto i ragazzi dell’Artistico continuano a forgiare le loro opere, che verranno esposte nella Giornata dell’arte il prossimo 24 maggio, lungo le strade del centro e nei palazzi storici cittadini. Il titolo del progetto è “Città invisibile”. «Abbiamo voluto immaginare Chieti, a partire da una realtà cittadina che non mette al primo posto gli studenti», prosegue la rappresentante studentesca, «se il prossimo anno non verremo trasferiti, qui non rientreremo».
Edoardo Raimondi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

