Artistico, trovata l’intesa sugli orari

Rientra la protesta al Palizzi: lezioni anche al sabato ma niente più pomeriggi
LANCIANO. A scuola tutti i giorni compreso il sabato e nessun rientro pomeridiano. È questo l’accordo trovato sull’articolazione oraria delle lezioni al liceo artistico Palizzi. Dopo le proteste per i rientri da 9 ore che penalizzavano soprattutto i pendolari, che sono la maggioranza degli oltre 300 studenti dell’istituto, il nuovo orario è entrato in vigore da ieri. Le lezioni sono spalmate su sei giorni, con la prima, la penultima e l’ultima ora da 50 minuti e le altre da 60. Il sabato sono previste quattro ore da 60 minuti per il biennio, mentre il triennio ne fa cinque con la prima e l’ultima ridotte a 50 minuti. I ragazzi hanno dovuto rinunciare alla settimana corta (a scuola fino al venerdì e il sabato a casa), pur di non fare dei rientri pomeridiani che sarebbero terminati comunque oltre le 17. Era questo, infatti, il principale problema dell’orario proposto ad inizio anno.
L’Artistico è frequentato per lo più da studenti pendolari, 216 sui 312 iscritti, che, uscendo da scuola dopo le 17 nei due o tre rientri pomeridiani previsti, tornavano a casa solo in serata. A quell’ora, infatti, non trovavano bus di linea disponibili, per i quali dovevano aspettare anche fino alle 18,30-19. Questa organizzazione oraria si riverberava anche sul tempo da dedicare allo studio e alle attività extrascolastiche. I disagi sono quindi sfociati in manifestazioni di protesta, con i ragazzi sostenuti dai genitori. Alla fine, nel dialogo con la nuova dirigente Patrizia D’Ambrosio, è stato costituito un comitato di lavoro, formato da studenti, genitori, docenti e preside, che ha vagliato diverse opzioni di orario, sintetizzate alle fine in due proposte e sottoposte alla valutazione di alunni e genitori. Con percentuali tra il 60% (ragazzi) e il 65% (genitori), è stata scelta la settimana lunga con orario solo antimeridiano e senza recuperi dei minuti decurtati. Questo è possibile grazie al riconoscimento, come chiedevano studenti e famiglie, del pendolarismo come causa di forza maggiore che, però, secondo la normativa si può far valere solo quando l’orario è spalmato su tutta la settimana. In questo modo i ragazzi rientrano a casa con gli autobus disponibili entro le 14.
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