Aruffo: Corso da riaprire alle auto? Inopportuno visti i crolli nell’area

LANCIANO. «Provvedimenti contrari a una idea di città sostenibile, moderna e a misura di bambino e di cittadino». Il gruppo Lanciano Verde Europa, per voce della consigliera Rita Aruffo e del...
LANCIANO. «Provvedimenti contrari a una idea di città sostenibile, moderna e a misura di bambino e di cittadino». Il gruppo Lanciano Verde Europa, per voce della consigliera Rita Aruffo e del coordinatore, Stefano Luciani, contesta la recente variazione di bilancio votata in consiglio comunale per l'intervento di consolidamento della parte di corso Trento e Trieste oggetto di una voragine nel 2018.
«Dopo solo un mese dal bilancio di previsione, l’attuale giunta fa una variazione allo stesso bilancio per la messa in sicurezza e la sistemazione dell’area del Corso interessata dalla voragine di qualche anno fa», interviene Europa Verde Frentania. «Ogni volta che si parla di centro città e, più nello specifico, di corso Trento e Trieste, il primo pensiero dell’attuale amministrazione è riaprire al traffico veicolare. Considerando che il monitoraggio dell’area segnala ancora dei cedimenti, la riapertura ai veicoli ci sembra ulteriormente inopportuna. Nella delibera sono spiegati i motivi della variazione al bilancio: “…Lanciano è legata strategicamente, ai fini commerciali, di pubblica sicurezza, di pubblica e privata incolumità al Corso e al suo collegamento con Piazza Plebiscito…”. Le motivazioni, unite alle spiegazioni fornite dall’assessore Paolo Bomba, che ha parlato di motivi estetici e del Corso come salotto della città», proseguono Aruffo e Luciani, «sembrano deboli e contraddittorie. Ancora una volta l’amministrazione qualifica il traffico veicolare come il bene assoluto della città. Al contrario, dati e studi nelle città di tutta Europa dimostrano il contrario. Il riferimento alla pubblica sicurezza è poi del tutto fuori luogo, visto che i mezzi di soccorso e di polizia possono circolare anche nelle isole pedonali».
Per Europa Verde Frentania «il transito a doppio senso in una zona fragile, aggravato dalla ripresa della sosta selvaggia e fuori controllo nella zona ove erano posti i birilli costituisce invece un pericolo reale». Incongruente anche la sollevata questione estetica: «Automobili circolanti, parcheggiate abusivamente nel “salotto” della città sono esteticamente migliori di bambini e pedoni che passeggiano?», fanno notare Aruffo e Luciani che chiedono al sindaco Filippo Paolini e alla giunta di «utilizzare i 56.000 euro di spesa previsti dell'intervento per lavori mirati alla creazione di un'isola pedonale vera e propria». (d.d.l.)
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