Ascensore rotto, al Vico disabile portato in braccio

10 Marzo 2017

Il guasto è avvenuto il 22 gennaio. La Provincia si è solo impegnata a ripararlo Sicurezza, la preside Di Renzo minaccia la chiusura del liceo: «Sto con i genitori»

CHIETI. «Per spostarmi da un piano all'altro devono trasportarmi di peso, perché quell'ascensore non funziona da mesi». Questo lo sfogo di Samuele Diodato, alunno di 19 anni della quinta A del liceo classico Gian Battista Vico, costretto su una sedia a rotelle: «Quando devo recarmi al piano terra devono accompagnarmi facendo il giro dall'esterno» continua Samuele. L'ascensore dell'edificio del liceo non si può utilizzare dal 22 gennaio, quando una comunicazione della Provincia ne intimò il «divieto assoluto» di utilizzo in seguito ai danni arrecati dall'emergenza maltempo. Passano i mesi, ma la situazione resta la medesima e i disagi arrecati soprattutto ai disabili non trovano ancora una soluzione.

Stessa storia per l'ascensore del Convitto nazionale: «Ho dovuto trasferire immediatamente al pianterreno aule del Convitto e del liceo dove ci sono ragazzi disabili» dice la dirigente scolastica e preside Paola Di Renzo, mentre la situazione non cambia neppure nel liceo artistico, dove ci sono anche cinque aule sbarrate, a cui non è possibile accedere. Ma ieri mattina, dopo la conferenza di servizio sulla sicurezza che si è tenuta nei locali del Convitto con tecnici e dirigenti della Provincia, arrivano le prime rassicurazioni, quantomeno sull'utilizzo degli ascensori: «La Provincia si è impegnata a ripararli nei prossimi giorni. Ci aggiorneremo la prossima settimana per le altre opere urgenti», spiega la Di Renzo. Poi c'è il capitolo risorse per la messa in sicurezza: «I fondi che sono stati stanziati dal Ministero per l'emergenza scolastica sono gestiti direttamente dalla Regione, che ha un piano delle priorità: ci saranno opere nell'Industriale e nel liceo scientifico, la cui nuova sede sarà nell'ex caserma Berardi», racconta la dirigente scolastica, «al momento non c'è altro spazio di manovra». Tuttavia, interventi di somma urgenza nelle scuole, dalla Provincia, sono stati predisposti. Ma solo per i due licei classici e per l'artistico di Lanciano, come già ha ricordato il consigliere provinciale Emiliano Vitale: «11559,50 euro per la messa in sicurezza di alberi». E Continua la Di Renzo: «Ho chiesto che lavori di urgenza vengano subito eseguiti. E anche per la situazione del liceo artistico sono disposta a dare battaglia fino in fondo».

Ma non finisce qui. Perché si aggiunge ancora l'annosa questione delle vulnerabilità sismiche degli istituti: «L'impegno per le scuole deve avere la priorità. I dirigenti scolastici non possono assumersi responsabilità che non possono sobbarcarsi» sbotta la Di Renzo «sono disposta a chiudere, se l'ente provinciale non ci dà le certificazioni necessarie: sto dalla parte dei genitori che chiedono chiarezza». Quel gruppo di madri e di padri che si è rivolto a Cittadinanza Attiva, la quale ha rinnovato la richiesta di accesso agli atti in base al "Foia", la nuova normativa che facilita i cittadini nel dialogo con le amministrazioni reticenti. Criticità irrisolte e che tornano a galla in tutte le scuole della città, non solo al Vico: «Non vogliamo fare dell'allarmismo, ma resta il fatto che il 60% delle scuole italiane non è in regola con la normativa anti sismica. Vogliamo cercare di sensibilizzare su queste tematiche, affinché si rimettano a posto le scuole» già ricordava Aldo Cerulli di Cittadinanza Attiva.