Ascoltati alcuni giovani per gli spari alle auto

Castel Frentano: le indagini dei carabinieri a pieno ritmo dopo gli attentati in via Frentana
CASTEL FRENTANO. Sono stati ascoltati dai carabinieri alcuni giovani del paese per l’atto intimidatorio indirizzato verso due macchine di A.C., geometra, colpite da tre colpi di arma da fuoco. I fatti sono accaduti nella notte tra il 18 e il 19 aprile, in via Frentana, in pieno centro. Le due auto, una Fiat Punto e una Tata Indingo, erano parcheggiate sotto l’abitazione-studio del professionista.
I primi due spari prodotti con un fucile da caccia caricato a pallettoni, e uditi a centinaia di metri di distanza, ci sono stati verso le 4; dopo circa un quarto d’ora l’autore, o gli autori, sono ritornati in quel punto per esplodere un altro colpo verso la seconda autovettura.
Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Lanciano e della caserma di Castel Frentano, coordinati dal capitano Massimo Capobianco. Complessivamente i colpi esplosi - che hanno squarciato le lamiere delle macchine - sono stati tre: uno ha raggiunto la Tata Indingo sulla portiera destra e gli altri due la Punto, uno alla ruota posteriore sinistra e l'altro sulla parte posteriore della fiancata sinistra, in prossimità del gruppo luci.
Anche il geometra e i suoi famigliari - moglie e due figli maggiorenni - sono stati ascoltati dai carabinieri. Sull'episodio è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Lanciano, affidata al pm Anna Benigni.
Perché i due colpi a distanza di tempo? Questo è un altro punto oscuro della vicenda. Un ripensamento per rendere ancor più marcata l'intimidazione? Certo che chi ha compiuto il gesto ha agito con freddezza, noncurante di portare con sé, in piena notte, un fucile e delle cartucce caricate a pallettoni. I tre colpi nella notte hanno scosso il paese tanto che lo stesso sindaco Gabriele D’Angelo ha affermato: «Confidiamo nelle indagini dei carabinieri, comunque è sicuramente un fatto che ha scosso un po’ tutti». «Ribadisco», afferma A.C., proprietario delle auto, «che nessuno della mia famiglia ha mai subito minacce. Per noi si è trattato di un fulmine a ciel sereno. Ringrazio tutti quelli che ci hanno espresso la loro solidarietà in questo momento così particolare. Abbiamo fiducia», conclude il geometra, «nelle forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo».
Matteo Del Nobile
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