«Asfalti da 16 milioni, così ha vinto Pupillo»

Provincia, Tavani (Fdi) attacca: promessi fondi per le strade massacrate, ma le frane resteranno
CHIETI. «Sedici milioni di asfalti sulle strade per vincere le elezioni provinciali». Per l’ex vice presidente della Provincia Antonio Tavani (FdI) è così che Mario Pupillo è riuscito a rivincere le elezioni provinciali. Per Tavani è bastata la promessa di fondi per le strade provinciali massacrate dalla mancanza di manutenzione: «Nel più becero stile prima repubblica», dice l’esponente di Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Fara San Martino, «si butta asfalto sugli occhi degli elettori». Ma sui 16 milioni di euro promessi dalla Regione grazie al Masterplan, Tavani avanza una serie di perplessità. La prima sul fatto che i soldi arrivino davvero. La seconda riguarda il fatto che i fondi siano indirizzati esclusivamente agli asfalti. E dunque, si chiede l’amministratore, «asfaltiamo le frane?». Il terzo riguarda il fatto che la Provincia dovrebbe gestire gli appalti: «Un ente senza bilancio», dice, «dilaniato dalla riforma, con solo due dirigenti in servizio, non sa che pesci pigliare. Il dirigente del bilancio si rifiuta di dare “copertura” finanziaria (insomma “spendibilità”) alle risorse e comincia un balletto tra Provincia e sindaci per evitare di rimandare indietro, se mai si arrivasse a spendere questi soldi, risorse irrinunciabili». Ultima perplessità sul fatto che «intanto», aggiunge, «i 16 milioni di euro si sono frantumati in ben 79 interventi, la cui media di spesa è di 150mila euro circa a intervento. Chi conosce le strade, chi ne combatte lo stato attuale capisce bene che parliamo non di una goccia in mezzo al mare, di più... un alito di vento in una burrasca senza fine. Nel più classico degli stili di interventi a pioggia, che non risolveranno nulla dei problemi della viabilità chietina».
Nonostante tutto, Tavani dice che non vuole remare contro l’arrivo dei 16 milioni e perciò fa una proposta: «Invito i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri a valutare ogni possibile azione presso l’ente titolare del trasferimento dei fondi, individuando nel Provveditorato regionale alle opere pubbliche il soggetto che in tempi rapidi e certi dia attuazione a un programma di interventi, magari diventato più razionale e meno polverizzato, con gare uniche che garantiscano efficacia ed efficienza nella spesa, in termini di trasparenza, tempi di attuazione e controlli. Ciò che Pupillo non è stato in grado di fare in quattro anni né di far fare ai suoi uffici, oggi va riportato ad un livello più alto, perché il territorio non può più aspettare».

