Asfalti elettorali, la ditta fa causa al Comune

4 Giugno 2018

«Mai pagati i lavori eseguiti nel 2006». In ballo una somma pari a 357mila euro Il sindaco: non ci sono documenti o delibere, l’impresa dica chi li commissionò

LANCIANO. I lavori per l’asfaltatura delle strade in piena campagna elettorale non sono mai stati pagati. Così, dodici anni dopo, la ditta trascina il Comune in tribunale. L’impresa lancianese Edilizia Di Biase srl ha citato in giudizio l’ente, chiedendo al tribunale civile di Lanciano di riconoscere l’indebito arricchimento senza causa del Comune di Lanciano per 357.090 euro. Somma spesa tra il maggio e il luglio del 2006, in piena campagna elettorale per le comunali (l’amministrazione Paolini tentava il secondo mandato), per l’esecuzione di lavori di manutenzione del manto stradale e di adeguamento della pubblica illuminazione eseguiti in diverse zone della città. Probabilmente è l’ultimo tentativo per l’impresa di recuperare i soldi (in totale sarebbero 714mila euro, ma si procede con una prima tranche) di quelli che, da subito, sono stati ribattezzati “asfalti elettorali”.
Dopo decreti ingiuntivi e tentativi di mediazione andati a vuoto, la ditta tenta la strada dell’“indebito arricchimento senza causa”. Nell’atto di citazione l’avvocato Guido Giangiacomo, che rappresenta la ditta insieme al collega Giacinto Ceroli, sottolinea come i lavori realizzati siano di «indubbia utilità per l’appaltante (il Comune, ndc) e la collettività», e quindi da rimborsare. Il Comune dovrà presentarsi in aula il prossimo 11 luglio.Ma l’amministrazione si opporrà, come già fatto in passato, alla richiesta dell’impresa.
«Non è stata trovata alcuna traccia nei documenti ufficiali, un minimo appiglio che possa dar forza alla richiesta della ditta», dice il sindaco Mario Pupillo, «non c’è una comunicazione o un atto deliberativo della giunta o del dirigente per dire che questa somma debba essere risarcita. Mi dispiace per la ditta, ma potremmo finire nel mirino della Corte dei Conti. A meno che non sia il tribunale a stabilire che la somma vada risarcita». La società sostiene che su incarico del Comune effettuò, tra maggio e luglio 2006, lavori di manutenzione del manto stradale e di adeguamento in particolare nelle contrade di Villa Pasquini, Camicie, Villa Elce, Re di Coppe, Serroni, Sacchetti e in via D’Annunzio, nel quartiere Santa Rita. Le somme sarebbero attestate anche da una fattura e dall’estratto notarile delle scritture contabili della ditta di giugno 2011. «Questo è un esempio di mala politica», ribadisce il primo cittadino, «la mia amministrazione fa lavori con bandi regolari, visibili e trasparenti. La ditta faccia un atto di chiarezza e dica chi è stato a ordinare questi lavori. Non si può avere la “sindrome di Scajola”», conclude Pupillo, «e ritrovarsi con strade rifatte ma non sapere chi le ha chieste».
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