Asili nido, 100mila euro per tagliare le rette

Ortona, arrivano i fondi della Regione per aiutare le famiglie e ampliare gli orari delle strutture
ORTONA . Corrisponde a più di 100mila euro il finanziamento ottenuto per i servizi di cura per la prima infanzia. L’ambito distrettuale sociale 10 ortonese, di cui il Comune di Ortona è capofila, ha partecipato all’avviso pubblico della Regione Abruzzo ottenendo 101.881 euro. Il finanziamento regionale sarà utilizzato per migliorare la qualità dei servizi e, nel contempo, alleggerire le famiglie dal costo delle rette per i nidi d’infanzia accreditati presenti sul territorio. «Si tratta», dichiara il sindaco Leo Castiglione, coordinatore della conferenza dei sindaci dell’Ambito distrettuale 10 ortonese, «di finanziamenti provenienti dal Fondo di sviluppo coesione ai quali abbiamo partecipato con l’approvazione di una scheda – progetto di adesione. Un ulteriore segno di attenzione dell’amministrazione comunale ortonese, insieme a quella delle altre amministrazioni locali dell’Ambito sociale, verso i bambini e le loro famiglie». Le risorse verranno sostanzialmente impiegate su tre direttrici: l’ampliamento orario in alcuni giorni settimanali del servizio nido, l’attivazione del servizio dei nidi anche in alcuni periodi dell’anno nei quali sono chiusi ordinariamente, l’erogazione di voucher finalizzati all’abbattimento delle rette in sostegno alle famiglie a rischio di rinuncia ai servizi per ragioni economiche.
Una notizia positiva che segue quella di qualche tempo fa, di cui abbiamo dato conto e che riguarda il mondo della scuola, in particolare la scuola dell’infanzia Gran Sasso. Per quest’ultima, infatti, è stato licenziato il progetto definitivo – esecutivo per i lavori di demolizione e ricostruzione dello stabile che attualmente risulta inadeguato, non funzionale e non rispondente ai minimi requisiti di edilizia scolastica. L’intervento di 625mila euro raggruppa i due finanziamenti assegnati nel 2017 per l’edificio scolastico del quartiere della Madonna del Carmine, e che in seguito alla richiesta avanzata dall’ufficio tecnico comunale al Miur, è stato unificato in un unico lotto che prevede la demolizione e ricostruzione. a.s.

