«Asili nido, persi i fondi della Regione»

27 Aprile 2018

CHIETI. Al sindaco Umberto Di Primio che spiega la crisi economica in un viaggia il Comune di Chieti con generici tagli da parte degli enti sovraordinati, vale a dire governo nazionale e governo...

CHIETI. Al sindaco Umberto Di Primio che spiega la crisi economica in un viaggia il Comune di Chieti con generici tagli da parte degli enti sovraordinati, vale a dire governo nazionale e governo regionale, gli esponenti locali del partito dell’assessore regionale Marinella Sclocco rispondono che la Regione non ha assolutamente tagliato i trasferimenti al sociale destinati a Chieti.
«La Regione Abruzzo», dice Gianluca Squicciarini del coordinamento cittadino di Art 1 Mdp, «e in particolare il settore delle politiche sociali non ha tagliato alcun fondo all’ambito Chieti».
E dunque dalla Regione non ci sarebbero stati alcun taglio del Fondo Sociale e alcun taglio sugli altri fondi. Anzi, continua Squicciarini, «con il Fondo Sociale Europeo e in particolare tramite il progetto "Abruzzo Include" la Regione ha implementato la dotazione economica dell’ambito di Chieti al fine di portare avanti progetti di rilevanza sociale, consentendo quindi al Comune in associazione con altri ambiti, di prendere in carico il disagio e provare a trovare soluzioni di autonomia tramite il lavoro».
Inoltre, la Regione avrebbe destinato vari milioni di euro per implementare e rafforzare proprio il sistema dei nidi comunali che ora il Comune vuole cedere ai privati perché non ha più risorse per mantenerli. La Regione lo ha fatto, continua l’esponente di Art 1 Mdp, «tramite due bandi. Grazie al primo bando il Comune aveva avuto un contributo di 180mila euro, contributo mai speso e quindi tornato indietro alla Regione. Al successivo bando il Comune di Chieti non ha mai partecipato. Inoltre la Regione ha destinato e quindi comunicato già al Comune i fondi assegnati per il progetto 0-6 (come foto allegata)». Insomma, conclude Squicciarini, «non esistono giustificazioni di sorta e sopratutto non è possibile "scaricare il barile" della propria incapacità di programmazione e di gestione sulla Regione. Questa amministrazione ha il dovere di assumersi ogni responsabilità in merito al disastro economico in cui versa l’ente e soprattutto alle pesanti conseguenze che i cittadini sono costretti a pagare in termini di aumenti di tasse e tagli ai servizi».