Asilo a fuoco, tornano i vandali

Stavano ascoltando la musica, sono stati sorpresi e messi in fuga dagli operai del Comune
CHIETI. Tornano i vandali nell’ex scuola materna di via Ravizza.
A segnalare la loro presenza al 113 sono stati gli operai del Comune che, ieri mattina, sono tornati sul luogo dello scempio per serrare gli infissi forzati dai vandali. Che, nella notte di sabato scorso, hanno appiccato il fuoco al primo piano dell’edificio scolastico di proprietà del Comune.
Il capo operaio si è avvicinato alla porta d’ingresso, ma ha fatto subito dietro front quando ha sentito della musica provenire dal secondo piano della scuola
Altra mossa è stata quella di avvisare l’assessore Mario Colantonio insieme al quale ha allertato il 113.
«Gli ho detto io stesso di non entrare nell’edificio per questioni di sicurezza e subito dopo è partita la telefonata alla polizia». In pochi minuti sul posto è arrivata una Volante, ma i vandali, che potrebbero essere dei senza tetto, sono stati più veloci e se la sono data a gambe. Dopo l’episodio gli operai hanno cominciato a lavorare con lo scopo di «tappare» i varchi di accesso creati dai vandali. «Per ora si tratta di interventi sommari» spiega l’assessore «è ovvio che se qualche altro malintenzionato volesse entrare basterebbe utilizzare un piede di porco per raggiungere l’obiettivo. Se si dovessero ripetere atti vandalici» anticipa Colantonio «provvederemo a murare le finestre del primo piano». A giudizio dell’assessore ai Lavori pubblici chi ha devastato il primo piano dell’ex asilo, nato per consentire di fare tirocinio alle allieve dell’istituto Magistrale con il quale confina, il rogo divampato lo scorso sabato potrebbe essere stato causato da barboni che, per riscaldarsi, avrebbero acceso un fuoco in un locale dell’edificio al piano terra. «Operazione» prosegue «che potrebbe essere sfuggita di mano a chi ha dato fuoco ai pochi oggetti rimasti nell’asilo dopo la dismissione». Eventualità che comunque non giustifica un atto gravissimo che ha deturpato un edificio pubblico tirato su con i soldi dei contribuenti. Chi ha chiesto ripetutamente l’utilizzo di quelle aule per attività didattiche senza avere risposta si chiede ora quale sarà il destino di quell’edificio. L’oblio come è capitato a tanti altri o lavori per il suo riutilizzo?

