«Asilo nido chiuso, la giunta sbaglia»

Il consigliere Verna (Azione): gravi disagi per famiglie dei bambini e lavoratrici
LANCIANO. «La motivazione accampata dall'assessore Angelo Palmieri per giustificare lo slittamento della riapertura del nido comunale L'Arcobaleno non ha i piedi per camminare. La verità è che questa giunta non sa programmare e non conosce le tempistiche della pubblica amministrazione, e ha creato un grave disservizio a famiglie e lavoratrici». Giacinto Verna, consigliere comunale di Azione ed ex assessore alla pubblica istruzione, interviene in merito ai ritardi nell'apertura del nido comunale“L'Arcobaleno, a Santa Rita, posticipata al 26 settembre tra le proteste dei genitori.
«Negli ultimi anni non ricordo disservizi tali», dichiara Verna, «nemmeno nel periodo più difficile, 2020-21, nel pieno della pandemia. Negli ultimi mesi, invece, quello che era un fiore all'occhiello del Comune è venuto meno: problemi con la cooperativa e relative dimissioni da parte di alcune storiche educatrici, carenze e adesso anche un clamoroso ritardo nella riapertura».
Verna critica le giustificazioni fornite dall'attuale assessore Palmieri. «Se c'era effettivamente incertezza sulla tempistica del finanziamento per la costruzione ex novo del nido Il Sorriso (confermato il 7 settembre, ndc), a maggior ragione non si doveva fare il bando per la gestione dei prossimi due anni, partito in estate e poi saggiamente sospeso dagli uffici», ragiona Verna, «ma scegliere direttamente un altro percorso, ovvero la gestione temporanea, cosa che stanno facendo solo adesso. Poi, non avendo espletato alcuni passaggi quali la progettazione della demolizione, la gara d'appalto e l'affidamento dei lavori che deve avvenire entro marzo 2023, come poteva pensare l'assessore che la ricostruzione del Sorriso sarebbe partita già da settembre? È molto più sicuro, a questo punto, che i lavori partano nella prossima primavera. Del resto il Comune non ha inserito nel bilancio 2022 nemmeno i soldi per l'abbattimento dell'edificio, condizione essenziale per ottenere il finanziamento. Le scuse addotte, quindi, non stanno in piedi. La responsabilità è politica», sostiene il consigliere di Azione, «ma sta generando un problema alle educatrici, che non stanno lavorando, e alle famiglie che contavano di portare i bambini al nido fin dai primissimi giorni di settembre. Come consigliere comunale chiedo all'amministrazione un impegno ulteriore affinché si possa riaprire il nido prima del 26».

