Asl, code allo sportello delle beffe

15 Aprile 2015

Distretto sanitario, un impiegato e solo 90 biglietti al giorno. Piovono proteste, arriva la polizia

CHIETI. Uno contro tutti, o meglio un solo impiegato per fronteggiare il fiume di persone che ogni mattina varca la soglia del distretto sanitario di via Tiro a segno, nella ex sede dell’ospedale Santissima Annunziata. E le proteste fioccano mentre gli animi si surriscaldano di fronte ai disservizi che ogni giorno spuntano inaspettati per chi si reca allo sportello «solitario» della Asl abilitato alla scelta o alla revoca del medico di base e soprattutto per timbrare le esenzioni dal ticket sanitario. Due giorni fa, per calmare gli animi, è arrrivato anche il 113. Gli utenti si erano appena ripresi dal famigerato cartello che aveva decretato, senza preavviso, la chiusura dello sportello dal 13 al 16 aprile, per «sopravvenuti impedimenti di natura tecnico-organizzativa» ovvero la malattia dell’impiegato disponibile. Il servizio è stato ripristinato con anticipo, ma lo sportello non riesce a contenere la folla quotidiana. Così, la direzione della Asl ha pensato di erogare il servizio «a tempo» e con un numero di «aspiranti» limitato: 70 persone al mattino e 20 al pomeriggio. E così la corsa per ottenere il biglietto che dà diritto al «timbro» per le varie autorizzazioni inizia dalle 6 del mattino per arrivare primi all’apertura dell’ufficio fissata alle 8,30. Ore di attesa che, il più delle volte, non garantiscono il risultato finale. E ieri, più di qualcuno, rimasto fuori dalla rosa degli «accontentati» ha dato di matto. Scene di ordinaria indignazione che si ripetono anche nel pomeriggio, dalle 15 alle 17. Ma le regole sono regole e chi arriva 71esimo al mattino o 21esimo nel pomeriggio deve mettersi l’anima in pace e rituffarsi nella bolgia infernale il giorno successivo. «Sono anziano, malato e povero» racconta sconsolato un pensionato al Centro «e oggi (ieri per chi legge) non sono riuscito a timbrare la ricetta che mi consente di prendere il farmaco gratis. Mannaggia a chi so io mi tocca tornarci domani». Poi invita l’intera Asl ad andare in luogo...che non possiamo riferire. Saluta e chiude la telefonata un po’ più sollevato.