Asl, debiti per 58 milioni di euro: arriva la diffida della Regione

L’Ente chiede al direttore Schael di presentare il piano di rientro: «Va garantito l’equilibrio dei conti» L’azienda sanitaria si difende: «È stata la pandemia a provocare maggiori costi e minori entrate»
CHIETI. Ammontano a oltre 58 milioni i debiti con cui la Asl Lanciano Vasto Chieti chiuderà il bilancio 2021. La previsione arriva dalla stessa Asl che è tenuta a comunicare lo stato delle proprie finanze alla Regione che, di fronte a questa previsione, ha chiesto all’azienda sanitaria di stilare un piano di rientro dai debiti. L’azienda sanitaria lo ha fatto, anche perché ha ricevuto dalla Regione una diffida a procedere in tal senso, pena la decadenza del contratto del direttore generale Thomas Schael. Nel documento si spiega che il lievitare dei debiti è dovuto al Covid e si tracciano alcune strategie per far fronte alla massa debitoria. Certo è che, almeno per 2021, non sarà più possibile fare investimenti. Appare dunque a rischio anche il piano da 49 milioni appena presentato per costruire una nuova palazzina al Santissima Annunziata di Chieti e per risistemare i reparti.
DIFFIDA DELLA REGIONE In occasione del Tavolo di monitoraggio dei costi 2021 che si è svolto lo scorso 20 luglio, la Regione è venuta formalmente a conoscenza dello stato di difficoltà economico-finanziario della Asl teatina. Lo scorso 8 agosto il direttore del Dipartimento, Claudio D’Amario, ha scritto una lettera al direttore Schael, e per conoscenza all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e al presidente della Regione Marco Marsilio, per chiedere la predisposizione di un piano di rientro: «Alla luce della situazione contabile sopra riportata», si legge in un passaggio, «la Asl dovrà rimettere entro il termine di 30 giorni un piano di rientro con puntuali misure atte a recuperare la perdita presunta e garantire gli equilibri finanziari ed economici del bilancio. La mancata trasmissione del piano di rientro comporta la decadenza automatica del direttore generale. Si invita e si diffida a voler rimettere il suddetto documento entro e non oltre il 10 settembre 2021».
COSTI DEL COVID Il piano parte dall’assunto secondo cui la pandemia ha provocato maggiori costi e minori entrate, visto che le normali attività sanitarie si sono pressoché fermate, fatte salve le urgenze. La direzione sanitaria stima in oltre il 6% delle spese totali l’incidenza della pandemia sui costi. La lotta al Covid è costata 50 milioni di euro, a fronte di 737 milioni che rappresentano il totale delle spese Asl. Ai costi riferiti al 2020 (quando la Asl ha dovuto attivare strutture apposite per combattere il virus, come le Usca e l’Ucat, punti per i tamponi, attività di laboratorio per la loro analisi, riconversione dei reparti ospedalieri, potenziamento dei reparti di Rianimazione, convenzioni con la sanità privata, servizi di trasporto, sterilizzazioni) si sono aggiunti nell’anno in corso quelli per il personale sanitario per i punti vaccinali e quelli per sostenere l’intero piano di vaccinazione approvato il 2 aprile scorso.
La proiezione che fa la Asl è che a fine anno il bilancio chiuderà con 58.401.500 euro di debiti.
PIANO DI RIENTRO La direzione Asl ha dunque preparato un piano di contenimento dei costi. Tra le misure c’è la convenzione stipulata con l’università d’Annunzio per l’analisi dei tamponi molecolari a prezzi molto più vantaggiosi del passato, quando la Asl, in piena emergenza, si era rivolta ad altre istituzioni.
La Asl conta inoltre sulla fine della situazione di emergenza sanitaria: secondo l’azienda sanitaria da ottobre in poi non verranno più somministrate prime dosi vaccinali, questo permetterà di rivedere l’organizzazione della rete vaccinale, consentendo una riduzione dei costi. Si cita anche la rinegoziazione del servizio di ausiliariato che permetterà un risparmio di mezzo milione di euro. Altri cinque milioni verranno risparmiati per il completamento di procedura di gara per farmaci e altro materiale sanitario.
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