Asl, due sindacati contro Scialò

Nursing Up e Nursind contestano il capo degli infermieri: «La Asl lo revochi»
LANCIANO. «Rimozione dall’incarico per inadempienza contrattuale». Sono i sindacati Nursing Up e Nursind a chiedere la revoca di Gennaro Scialò da dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche della Asl Lanciano-Vasto- Chieti. Queste le accuse lanciate dai due sindacati degli infermieri: «Difficoltà nella gestione delle risorse umane, carenza cronica di personale che è andata crescendo, gestione autoritaria delle professioni infermieristiche, ordini di servizio inaccettabili come l’allungamento dei turni a 12 ore per poter usufruire delle ferie». Sono alcuni dei motivi che hanno spinto i due sindacati a presentare la sfiducia alla Asl e a chiedere la revoca del mandato: ora la palla passa nelle mani dei vertici della Asl.
«Con l’insediamento del direttore Thomas Schael», evidenzia Patrizia Bianchi, consigliere regionale Nursing Up, «il dirigente delle professioni sanitarie in ruolo, Gaetano Sorrentino, ha “dovuto” rassegnare le dimissioni e mentre lui andava via, già era pronta la poltrona per Scialò». «E dal suo arrivo», precisa anche Vincenzo Pace, segretario provinciale Nursind, «abbiamo assistito solo ad atti autoritari e non in grado di risolvere problemi come la grave carenza di personale sanitario ed infermieristico. A ridosso della programmazione del piano ferie estive, nell’impossibilità per le coordinatrici di redigerlo, Scialò le ha invitate a fare turni di servizio da 12 ore consecutive, stando attente a preservare esclusivamente le 11 ore di riposo come da normativa vigente. Mai risposta più inappropriata e grave». E ancora: Scialò, per Pace e Bianchi, avrebbe aggravato il problema della mancanza di coordinatori nei vari reparti ospedalieri non facendo nomine attingendo ad una graduatoria esistente in attesa dell’espletamento di nuove selezioni, ma attribuendo incarichi facenti funzione. Nursing Up e Nursind vanno avanti: «Per non parlare poi», dicono i due sindacalisti, «dell’avviso per 20 infermieri a tempo determinato scaduto a maggio, fatto non solo per titoli ma anche con colloqui che allungano i tempi per l’arrivo del personale».
«Finora», chiude Pace, «in Scialò abbiamo riscontrato solo un deserto decisionale privo di iniziative e di capacità di porre il necessario e doveroso rimedio alle criticità riscontrate: va rimosso».
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