Asl, scoppia la protesta di 35 dipendenti

3 Dicembre 2020

Sono ausiliari ma vengono utilizzati come operatori socio sanitari: l’azienda riconosca i nostri titoli

LANCIANO . Si cercano disperatamente operatori socio sanitari (oss) in questo periodo di emergenza Covid. Sono preziosi come il pane ma la Asl Lanciano Vasto Chieti, pur avendone 35 al suo interno, non li utilizza, rivolgendosi o ad altre aziende o soprattutto a cooperative esterne. Queste 35 persone sono già assunte dalla Asl come portantini, ausiliari ma ogni giorno svolgono mansioni superiori da oss negli ospedali di Lanciano, Atessa, Vasto perché hanno gli attestati e l’esperienza per farlo. Sono oss nei fatti, nelle corsie, ma non sulla carta così, quando servono, non vengono mai chiamati. E la situazione si trascina da quasi 20 anni.
«È una anomalia della nostra azienda», spiegano alcuni di questi ausiliari stanchi di vedersi sorpassare da persone esterne e senza esperienza, «in tutte le altre Asl, anche in quella di Chieti prima della fusione con Lanciano - Vasto, il problema era stato risolto, con verticalizzazioni e bandi interni. Noi siamo rimasti al palo. E addirittura alcuni colleghi sono andati in pensione senza il dovuto e giusto riconoscimento per il lavoro svolto. Abbiamo tutti l’attestato di qualifica professionale da oss, formazioni complementari e altri attestati e ora sappiamo di poter essere ancora più utili alla azienda, ma deve riconoscerci questi titoli contrattualmente. Un problema, anche di stipendi e mansioni, che i lavoratori sperano possa risolversi. «Pensiamo che in questo momento di emergenza Covid così grave e dove c’è molta carenza di personale qualificato oss, il nostro aiuto sarebbe prezioso», dicono. «Siamo delle risorse per l’azienda, e nonostante viviamo una disparità di trattamento, siamo contrattualmente penalizzati, ogni giorno svolgiamo il nostro lavoro con abnegazione». I dipendenti fanno anche notare che la Asl, inquadrando il personale già in servizio, risparmierebbe una somma rilevante che oggi con le esternalizzazioni è costretta a sborsare. «La verticalizzazione permetterebbe all’azienda di avere personale qualificato oss al suo interno», chiudono, «e noi dopo 20 anni vedremo riconosciuto anche sulla carta il lavoro che svolgiamo ogni giorno». (t.d.r.)