Asl, Zavattaro lascia e attacca D’Alfonso

13 Maggio 2015

Il manager: «Non sono più gradito, il presidente vuole gestire direttamente l’Azienda sanitaria più importante d’Abruzzo»

CHIETI. Il direttore generale della Asl Francesco Zavattaro molla gli ormeggi e, in largo anticipo sul mandato rinnovato di recente,lascia l’Azienda sanitaria locale Lanciano-Vasto-Chieti.

Un annuncio ufficioso il suo, pronunciato con toni pacati che lasciano trasparire un velo di amarezza, ma come dice lui nessun «rimorso».

«Sì, è vero. Ho deciso di andare via. Ho imboccato questa strada anche se la data non è stata ancora ufficializzata» ammette il manager «credo comunque che aspetterò la metà di giugno prima di lasciare definitivamente la Asl di Chieti».

Una decisione annunciata, costellata da grandi e piccoli segnali di insofferenza reciproca: da una parte il dg Zavattaro e dall’altra il presidente della regione Luciano D’Alfonso. Distanze che sono diventate incolmabili e intrappolate in un clima denso di tensioni. Che non fanno di certo bene alla gestione della sanità pubblica teatina. Attriti che sono stati immortalati anche in una foto scattata di recente all’inaugurazione del Polo cardiochirurgico dove si notano «distanze geometriche» abissali tra Zavattaro e D’Alfonso. «Non posso fare altrimenti» spiega il manager laureato alla Bocconi «non ci sono più le condizioni per restare. In più occasioni mi ho recepito segnali chiari e forti dalla giunta regionale sulla volontà di procedere a un “cambiamento”» puntualizza «e quando cessa il rapporto fiduciario tra Ente e dipendente non c’è altro da fare che prenderne atto e ritirarsi lasciando spazio ad altri». Francesco Zavattaro è arrivato alla Asl teatina nel gennaio del 2010, poi la riconferma per altri treanni.

«In realtà il mio mandato scadrà nel 2018» tiene a precisare il manager «ma preferisco anticipare la mia uscita. Sa, è difficile lavorare in un clima tutt’altro che sereno. Mi auguro, comunque, che la mancanza di fiducia nei miei confronti da parte del presidente sia un dato di fatto che prescinda dalle cose fatte e dal lavoro svolto in questa Asl». Poi Zavattaro, con garbo, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «È evidente la volontà da parte di D’Alfonso di voler gestire direttamente, attraverso i suoi uomini, l’azienda sanitaria più importante dell’Abruzzo». Ma Zavattaro va via senza rimpianti. «Tutto quello che potevo fare» sostiene «l’ho fatto. Anche se mi rendo conto che forse “fare” non basta mai. Oggi (ieri per chi legge) ho fatto la prima riunione di area con gli oncologi per un bilancio. Ebbene» dice «guardando indietro, posso dire che è stato fatto un lavoro straordinario. Abbiamo cambiato volto alla sanità pubblica adeguandola alle esigenze dei cittadini». Un rimpianto? «Lasciare alle spalle un Polo cardiochirurgico incompiuto. Il cuore del sistema sanitario di tutta la provincia. Avrei voluto dare anche una sistemazione definitiva all’ospedale di Chieti. Progetti che spero» conclude «vengano realizzati dal mio successore».