Assalto al bancomat, due condanne

Piane d’Archi. Pene di 4 anni e 8 mesi di reclusione per i due componenti della banda che sparò contro i carabinieri
ARCHI. Tentarono di far saltare in aria il bancomat di Piane d’Archi, poi ingaggiarono un conflitto a fuoco con i kalashnikov con i carabinieri che si erano appostati per acciuffarli, tentarono di investirli e fuggirono nelle campagne di Casoli, ma furono arrestati.
È la banda della marmotta, che, arrivata a processo per tentata rapina, tentato omicidio, detenzione illecita di armi ed esplosivi e ricettazione della Fiat Stilo usata per il colpo fallito e rubata a Barletta, ha visto due condanne, quella di Antonio Cataldo, 40 anni di Foggia e Potito Diglio 37 anni, di Cerignola, a 4 anni e 8 mesi di reclusione, 10 mila euro di multa e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici ciascuno per furto aggravato. Una sentenza, quella del collegio (Andrea Belli presidente, a latere i giudici Maria Rosaria Boncompagni e Stefania Cantelmi) che dimezza le richieste della Procura, rappresentata in aula dal sostituto Serena Rossi, che aveva chiesto per Cataldo 10 anni e 2 mesi di reclusione e per Diglio 7 anni e 8 mesi. I giudici hanno accolto le richieste dell’avvocato dei due imputati Mario Rosario, che aveva chiesto l’assoluzione per il tentato omicidio e di riqualificare la rapina impropria in furto aggravato. La sentenza infatti ha condannato i due per il furto aggravato e li ha assolti per il tentato omicidio: non furono loro a sparare ai miliari. Furono gli altri complici, Francesco Reddavide, 34 anni di Cerignola, e Cristoforo Aghilar, 36, di Orta Nova, stando alla sentenza del giudice per le udienze preliminari Marina Valente che nel gennaio 2019 li condannò con rito abbreviato rispettivamente a 6 anni e 4 mesi di reclusione e a 4 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione per tutte le accuse. All’appello manca il 5° componente della banda, Massimiliano Lionetti (47), che fu ferito alla tibia da una pallottola: ha chiesto l’abbreviato ed è ancora in attesa della decisione del tribunale.
L’assalto al bancomat con sparatoria risale alla notte tra il 5 e 6 maggio 2018 quando la banda cercò di far esplodere il bancomat di Piane D’Archi che conteneva 56mila euro. I 5 arrivarono con una Fiat Stilo rubata a marzo (da qui la ricettazione), spaccarono la vetrata accanto allo sportello automatico con un ariete di ferro e piazzarono la “marmotta”, la pala con 380 grammi di polvere pirica, nel cassetto dove escono i contanti. Ma, prima che il bancomat esplodesse, intervennero i carabinieri di Atessa e Lanciano che li seguivano da tempo. I ladri però non si fermarono, ci fu uno scontro a fuoco con i militari che spararono dei colpi alla macchina, mentre loro usarono un Kalashnikov e cercarono di investire i carabinieri nella fuga. Nel conflitto a fuoco furono coinvolti quattro ragazzi del posto, illesi. Dopo aver abbandonato l’auto, i ladri fuggirono a piedi nelle campagne tra Casoli e Sant’Eusanio ma furono arrestati.

