Assalto al bancomat, in manette il basista
Fara San Martino. Esplosione alla filiale della Bper: arrestato anche il quarto componente la banda
FARA SAN MARTINO. Finisce in carcere anche il basista della banda che, lo scorso 9 ottobre, ha assaltato con l'esplosivo il bancomat della filiale Bper di Fara San Martino. Ieri i carabinieri della compagnia di Lanciano, agli ordini del tenente colonnello Vincenzo Orlando, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Angelo Di Bartolomeo, 35enne di Cerignola, considerato il quarto componente del gruppo malavitoso. I tre complici, Carlo Grossi, 32enne di Stornara che è rimasto ferito nell’assalto, il compaesano Girolamo Rondella, 35 anni, e Sabri Yermani, 29 anni, di Orta Nova, sono stati arrestati già a fine ottobre, incastrati dalle telecamere.
I militari del Nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Giuseppe Nestola, hanno svolto approfondimenti investigativi che hanno permesso di raccogliere a carico di Di Bartolomeo gravi indizi di colpevolezza, scaturiti dall’esito delle analisi sul traffico telefonico e telematico e sulle celle di aggancio relative all’utenza cellulare in uso al 35enne. Da esse è stato possibile stabilire la sua presenza sul luogo dell'assalto, nonché la ricostruzione della via di fuga. In particolare è emerso che Di Bartolomeo, che in passato ha dimorato in Abruzzo, ha fornito un contributo materiale e morale per il colpo, sfruttando la sua conoscenza del territorio e accompagnando a distanza con un’altra auto, rimasta fuori dall’area dell’obiettivo, gli autori materiali dell'assalto al bancomat, fallito per l'eccessiva potenza della carica esplosiva (a terra erano rimasti 32mila euro, recuperati dai carabinieri). Il 35enne avrebbe messo a disposizione dei complici indicazioni utili per la fuga e per evitare l’individuazione, fungendo inoltre da “staffetta” fino a raggiungere la destinazione pugliese.
«Nell’applicare la custodia cautelare in carcere», sottolinea il comandante Orlando, «il Gip del tribunale di Chieti ha evidenziato a carico dell’indagato una spiccata capacita a delinquere, incompatibile con altre forme custodiali meno afflittive, sottolineando come lo stesso sia capace di dirigere a distanza le altrui azioni criminose, senza esporsi direttamente in prima linea. Per cui anche dal domicilio il rischio di reiterazione del reato non sarebbe escluso, evidenziando la necessità di interrompere ogni eventuale prosecuzione di contatti con altri soggetti appartenenti all’organizzazione al fine di ostacolare ogni possibilità di ricostituzione di altri gruppi criminosi provenienti dal medesimo contesto ambientale». L’arrestato è in carcere a Foggia a disposizione dell’autorità giudiziaria. (s.so.)
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