Assalto al bancomat, sabotato l’allarme

La cassaforte vuota ritrovata nelle campagne di Dogliola. Banda composta da 6 persone: un’ora per mettere a segno il colpo
SAN SALVO. È stato ritrovato dai carabinieri di Fresagrandinaria il bancomat della Bcc rubato all’alba di martedì nel centro commerciale Insieme. La cassaforte metallica sventrata era stata gettata dalla banda di ladri in mezzo alla vegetazione di contrada Ponti, alla periferia di Dogliola. Il bancomat è stato recuperato e affidato alla Scientifica, così come gli attrezzi utilizzati dalla gang e lasciati sul pavimento del centro commerciale.
UN’ORA. Dai primi riscontri emerge che la banda ha avuto almeno un’ora per mettere a segno il colpo da oltre 15mila euro: i tre scassinatori – e si presume altri tre complici che li attendevano vicino alla Trignina – si sono mossi con tranquillità riuscendo a manomettere il sistema d’allarme. Sono rimasti nel centro commerciale almeno un’ora prima di allontanarsi con due auto, un Land Rover Defender, rubato a Fossacesia il 1° dicembre e usato come ariete, e una Chevrolet Captiva rubata a un commerciante di San Salvo. Il bancomat lo hanno portato al traino per oltre due chilometri: un percorso ripreso dalle telecamere. Le immagini della videosorveglianza insieme alle impronte digitali lasciate sulle auto potrebbero essere di grande aiuto ai carabinieri. Con una terza auto, poi, la gang ha raggiunto la Trignina abbandonando poi il bancomat a Dogliola.
IMPRONTE SULLE AUTO. La Scientifica è alla ricerca di impronte sulle auto abbandonate. Attraverso i confronti dattiloscopici si potrebbe arrivare ad una comparazione nel casellario di identità dell’Afis. I testimoni mancano ma la tecnologia potrebbe aiutare i carabinieri. Se individuate infatti le impronte, ripulendo le immagini con il laser, potrebbero rivelare tracce corrispondenti a qualche personaggio con precedenti penali.
UNA BANDA ESPERTA. La banda ha studiato per giorni il centro commerciale. E i basisti potrebbero abitare in zona. Il fatto che non sia scattato nessun allarme, né quando è stato divelto il cancello del centro commerciale né quando è stata sradicato il bancomat, fa ipotizzare che i rapinatori sapessero come manomettere il sistema di allarme che è centralizzato. Forse lo hanno fatto prima della chiusura del centro commerciale. Alle 4, poi, sono tornati sul posto per distruggere l’ingresso con il suv. Poi hanno sradicato il bancomat e lo hanno agganciato a un’altra vettura. Un lavoro lungo e minuzioso. È evidente che si tratta di una banda specializzata che conosceva perfettamente Piana Sant’Angelo e le stradine vicino ai capannoni industriali.
IL FILMATO. Il colpo al bancomat e la fuga sono stati ripresi non solo dalle telecamere del centro commerciale ma anche da obiettivi privati a protezione delle loro case. Una fuga durata due chilometri e che conferma la perfetta conoscenza del dedalo di stradine.

