Assalto al bus del Chieti Due tifosi sotto accusa

14 Novembre 2018

Scattano le prime denunce dopo la contestazione ai neroverdi del 7 ottobre Pullman tenuto fermo e danneggiato: gli ultrà nei guai per violenza privata

CHIETI. Due ultrà del Chieti calcio sono stati denunciati, con l’accusa di violenza privata, per aver bloccato il pullman della squadra di ritorno da una trasferta. È arrivata a una svolta l’indagine dei poliziotti della Digos scattata dopo i fatti avvenuti, all’esterno dello stadio Guido Angelini, lo scorso 7 ottobre. I due tifosi finora individuati, uno di 40 anni e l’altro di 30, facevano parte del gruppo di circa una cinquantina di persone che ha partecipato alla dura contestazione. Ora il Chieti è primo in classifica, punta alla promozione in serie D ed è tornato un clima sereno tra tifoseria, squadra e società. Ma, fino al mese scorso, i neroverdi arrancavano. Così gli ultrà, dopo l'ennesima sconfitta a Pratola Peligna (3-1 il finale), avevano sfogato la loro rabbia per un campionato sino a quel momento nettamente al di sotto delle aspettative. E lo avevano fatto attendendo fuori dall’impianto di Santa Filomena i calciatori, lo staff tecnico e i dirigenti, che lì avevano lasciato le loro auto. In base alla ricostruzione della polizia, che ha consegnato in procura una prima informativa, il gruppo di tifosi ha intercettato il pullman su viale Abruzzo, poco prima che entrasse nel parcheggio dello stadio. Il mezzo è stato fermo per diversi minuti: sono partiti cori di offesa nei confronti dei calciatori e l’autista del bus è stato costretto a bloccarsi per evitare di investire i tifosi furibondi. Non solo: uno dei supporter neroverdi, al momento non ancora individuato, ha danneggiato il parabrezza del pullman, sembra utilizzando il tergicristallo. La situazione è tornata alla normalità a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine. Poi c’è stato un duro confronto con la squadra: fortunatamente non si è andati oltre parole pesanti.
All’indomani dell’assedio al pullman, sono partiti gli accertamenti della Digos che hanno ricostruito nel dettaglio i momenti di tensione. In questo senso, è stata decisiva la testimonianza degli agenti che si trovavano in quel momento all’esterno dell’Angelini. La violenza privata è un reato procedibile d’ufficio: significa che per indagare non occorre la querela di coloro che sono rimasti bloccati dentro l’autobus. Il proprietario del pullman, invece, ha presentato denuncia contro ignoti per il danneggiamento del parabrezza.
Restando in tema di tifoseria, è in programma in estate la prossima udienza del processo che vede imputati 4 ultrà del Chieti calcio per le minacce rivolte alla curatrice fallimentare Maria Corvacchiola, durante un incontro nell’ufficio da avvocato del sindaco Umberto Di Primio, e al dirigente sportivo Nobile Capuani, nel corso di un faccia a faccia in un bar dello Scalo. I fatti si riferiscono alla stagione sportiva 2016/2017. Nella prossima udienza verranno ascoltati i primi testimoni.