Assalto al Cup, rubati i soldi dei ticket

22 Agosto 2015

I ladri caricano la cassaforte su una monovolume, nessun indizio perché non ci sono telecamere. Beffati anche i vigilanti

CHIETI. É facile per i ladri derubare l'ospedale, assaltare il Centro unico di prenotazione dove si pagano i ticket e fuggire con la cassaforte e il bottino che, seppur magro, supera i 2mila euro. É facile perché non esiste alcun sistema di videosorveglianza e la porta d'ingresso si spalanca con una spallata. I ladri, probabilmente due o forse poco di più, sono entrati in azione all’una della notte. Hanno approfittato del fatto che a quell'ora le guardie giurate, due o tre anch'esse, eseguono un giro di controllo dell'ampia struttura ospedaliera. Com'era già avvenuto in 13 gennaio del 2014, la gang è entrata nei locali del Cup dalla porta che si apre sul parcheggio accanto agli ambulatori. Ha utilizzato, la banda, un'auto molto spaziosa che, secondo un testimone che per ora deve restare coperto per ovvie esigenze investigative, sarebbe una monovolume di marca Kia. La porta che ha riportato segni evidenti di effrazione, è stata scardinata con facilità dal momento che ai ladri è bastato far leva sulla parte inferiore e centrale dell'infisso in alluminio anodizzato. La cassaforte, che conteneva il fondo cassa per poter dare i resti alla riapertura dell'ufficio, non era un modello a incasso, quindi era semplicemente poggiata sul pavimento come un comune mobile d'arredo in cui però erano custoditi 2.246 euro. Ai ladri è bastato afferrarla e trascinarla verso l'uscita ed il parcheggio senza correre alcun rischio di essere immortalati dalle telecamere dal momento che la Asl, pur di non spendere un euro in più, rende vulnerabile e insicura la struttura sanitaria pubblica. Non acquista le telecamere. Qualcuno potrebbe rispondere che ci sono i vigilanti della società Aquila di Ortona, gli stessi che a gennaio hanno sventato il primo tentativo d'assalto alla cassa dei ticket, ma il policlinico di colle dell'Ara è talmente grande e complesso nella sua architettura che tre guardie, seppure attente, possono fare poco per sorvegliare decine di ingressi. Ma torniamo al furto. La cassaforte con il suo contenuto è stata caricata sulla monovolume che, nel cuore della notte, è ripartita a tutta velocità lungo la stradina che sbuca in via del Vestini. Ma quella manovra, accompagnata da un rumorosa sgommata, ha richiamato l'attenzione dei vigilanti che hanno impiegato pochissimo per precipitarsi all'ingresso del Cup anche se questa volta, a differenza di gennaio di un anno fa, i ladri erano già spariti e il colpo era stato portato a termine. Indagano i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile e della stazione di Chieti Scalo, anche se finora non ci sono indizi da cui partire. E soprattutto non ci sono immagini videoregistrate del colpo che avrebbero incastrato la banda dei soldi dei ticket, i nostri soldi.