Assalto con l’esplosivo all’ufficio postale

Dopo gli arresti di maggio torna in azione la banda del bancomat. In fuga con 10mila euro ma le banconote sono macchiate
FARA SAN MARTINO. Non sono bastati i cinque arresti di due mesi fa, a Piane d’Archi, per fermare la “banda della marmotta”. Ieri mattina è tornata in azione, assaltando il postamat dell’ufficio postale di Fara San Martino, nella centrale via Trieste. Alle 5 di una domenica che si apprestava ad essere di riposo e vacanza, un boato sordo e violento ha svegliato il paese. Secondo una prima stima sarebbero stati prelevati 10mila euro in banconote, comunque macchiate da inchiostro indelebile blu e quindi rese inutilizzabili.
L’esplosione ha seriamente danneggiato anche l’interno dell’ufficio postale. Sul colpo indagano i carabinieri della compagnia di Lanciano, comandati dal capitano Vincenzo Orlando, e quelli della stazione di Palombaro. Del furto con esplosione non ci sarebbero testimoni. Fino alle 3,30 in piazza c’era gente perché era in corso di svolgimento una festa. «Ci sono stati danni ingenti e cercheremo di creare meno problemi possibili all’utenza nei prossimi giorni», afferma Daniele Nardone, direttore delle filiali di Poste italiane nella provincia di Chieti, «tutti i nostri postamat sono dotati di un sistema di allarme che al minimo sobbalzo fa scattare il macchiatore di banconote che, di conseguenza, diventano inutilizzabili».
Per il colpo a Fara San Martino è stata utilizzata polvere pirica in quantità eccessiva, tanto che diverse banconote si sono bruciate. L’interno dell’ufficio postale è stato seriamente danneggiato e l’esplosione si è sentita a 500 metri di distanza da via Trieste. Le forze dell’ordine stanno visionando le riprese del sistema di videosorveglianza dell’ufficio, di quello già esistente in paese e degli altri posti all’ingresso e all’uscita di Casoli, Lama dei Peligni e Civitella Messer Raimondo. Questo per avere una indicazione su quante persone hanno agito e su che macchina hanno utilizzato per arrivare in paese. Qualcuno, ma si tratta solo di un’indicazione, avrebbe sentito alcuni rumori, come una corsa, lungo la scalinata che da via Trieste conduce su via Napoli. A Fara non si tratta del primo episodio: alcuni anni fa fu scardinato il bancomat della ex Carichieti e negli ultimi anni ci sono stati diversi episodi di furti nelle abitazioni. «Nei giorni scorsi», dice il sindaco Carlo De Vitis, «abbiamo firmato in prefettura il progetto definitivo per l’installazione di un sistema di videosorveglianza nel centro abitato. Per Fara sono state previste ventidue telecamere connesse da rete wireless intranet centralizzato nel municipio e a costi zero di gestione».
L’ultimo assalto al bancomat con la marmotta risale allo scorso 6 maggio a Piane d’Archi quando, dopo un conflitto a fuoco tra carabinieri e banditi, è stato sventato un furto al postamat dell’ufficio postale di via Nazionale. Era stata un’operazione di appostamento, dopo indagini durate settimane. I carabinieri di Atessa e Lanciano riuscirono ad arrestare cinque malviventi.
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