Assegno falso al gioielliere, sì al risarcimento

21 Febbraio 2022

Il titolo da 15mila euro rivelatosi carta straccia, l’Abf: «La banca deve tutelare il proprio cliente»

VASTO. Le banche che non tutelano fino in fondo i loro clienti dalle truffe devono risarcirli. Lo ha stabilito l’Abf (Arbitrato bancario e finanziario) collegio di Roma che ha accolto il ricorso del gioielliere Antonio Giorgetti, assistito dall’avvocato Andrea Ritenuti: l’Abf ha dichiarato la responsabilità solidale di due istituti per una truffa avvenuta nel 2017. Le due banche avevano assicurato al gioielliere la copertura di un assegno di 15mila euro, poi risultato falso. «Il primo istituto», spiega l’avvocato Ritenuti, «ha ingenerato nel cliente il legittimo affidamento sull’autenticità dell’assegno circolare. Il secondo istituto non ha adottato cautele sufficienti ad evitare la truffa. Una banca ha immediatamente ottemperato alla decisione dell’Abf versando il 50% della somma mentre un’altra non ha mostrato alcuna intenzione di adempiere a quanto disposto e per questo sarà intrapresa nei suoi confronti un’azione giudiziaria».
La truffa risale al 1° marzo di cinque anni fa: quel giorno Giorgetti, insieme al truffatore, raggiunse il proprio istituto di credito per verificare la copertura e la validità di un assegno circolare di 15mila euro emesso dalla filiale di una banca di Montemiletto, in provincia di Avellino, per l’acquisto di orologi di lusso. «La procedura di controllo dell’assegno», racconta l’avvocato Ritenuti, «venne curata dal vice direttore della filiale che prese in carico l’assegno circolare. Dopo averlo visionato e fatto scorrere all’interno dell’apparecchio bancario adibito alla verifica dei titoli, il dirigente fece anche una telefonata per reperire informazioni direttamente dall’istituto di credito del traente. Dopo la telefonata, il vice direttore rassicurò il titolare della gioielleria sulla bontà del titolo. Giorgetti consegnò gli orologi al truffatore che assistette alla procedura di controllo». Il giorno dopo il gioielliere tornò in banca chiedendo un incontro con il direttore per una nuova verifica. Il direttore contattò la filiale e scoprì che in realtà quella banca non era mai stata contattata e l ’assegno consegnato alla gioielleria era falso. (p.c.)