Assegno scoperto, salta l’acquisto del Mario Negri

L’Amil Lazio era stata l’unica a partecipare all’asta da oltre 10 milioni di euro La Provincia minaccia azioni legali ed è pronta a rimettere la struttura a bando
SANTA MARIA IMBARO. Tutto da rifare sulla vendita del complesso immobiliare Mario Negri Sud. A sconvolgere i piani della provincia di Chieti che aveva messo all'asta l'immobile, la scoperta che l'assegno versato come deposito cauzionale dall'associazione Amil Lazio era scoperto. Il sodalizio aveva versato un assegno da 107.292,60 euro a fronte di un’offerta di 10.732.000 euro, ovvero l'1% del valore d'asta dell'immobile, stabilito dall'ente in 10.729.260,00 euro. Una notizia sconcertante che la stessa Provincia, ad oltre due mesi dall'aggiudicazione dell'unica offerta pervenuta, ha diffuso. «Il bando non è stato aggiudicato», cita una nota dell'ente, «il 2 settembre il dirigente del servizio patrimonio immobiliare, Giancarlo Moca, ha firmato la determinazione con cui dispone di non procedere all’aggiudicazione del Negri Sud per la mancata copertura degli oneri dovuti alla data di scadenza del 31 agosto. Nello specifico, è risultato “impagato” l'assegno prodotto a favore del portatore». Nella determina si specifica anche che l'ente sta valutando, attraverso l'ufficio legale, eventuali profili giudiziari legati all'impossibilità di incasso dell'assegno e in relazione ad un potenziale danno di immagine subito dalla Provincia. L'acquisto del prestigioso complesso immobiliare da parte della Amil Lazio, associazione mutilati e invalidi del lavoro orfani e vedove, aveva destato da subito qualche perplessità. Nessun piano industriale o programma di rilancio presentato, il rimando al nome di un'altra associazione, la Amil Italia, che in passato si era resa protagonista di annunci in pompa magna per la realizzazione di una Cittadella europea del benessere da 650 milioni di euro, poi finita nel dimenticatoio. Il legale rappresentante della Amil Lazio, Pasquale Moresco, aveva soltanto ribadito che le due realtà associative sono diverse, senza entrare nel merito di ciò che avrebbe voluto realizzare a Santa Maria Imbaro. A luglio, ad un mese dal deposito cauzionale poi risultato scoperto, la Provincia stava effettuando gli accertamenti bancari e fiscali e, fino a quel momento, tutto sembrava regolare, con operazioni bancarie effettuate a norma di legge. L'amara sorpresa è arrivata solo in questi giorni. «Proviamo sconcerto per una situazione che di fatto pone molti dubbi sulla serietà delle intenzioni che a questo punto rimangono oscure e di difficile interpretazione» commenta il presidente della Provincia, Mario Pupillo. «Ho dato mandato ai nostri avvocati di valutare eventuali profili legali. La Provincia comunque, fra pochi giorni, procederà a pubblicare un nuovo bando con le stesse modalità. Se dovesse andare deserto percorreremo altre modalità di valorizzazione perché è nostra intenzione restituire alla comunità questo complesso immobiliare che ha reso grande la ricerca in Abruzzo e in Italia».

