Assessore “richiamato” per la fascia

San Vito. Catenaro andò a Riace alla manifestazione di solidarietà al sindaco
SAN VITO C HIETINO. È finito alla Camera con una interrogazione di Andrea Del Mastro, a cui ha risposto il sottosegretario Carlo Sibilia (M5S), il caso della fascia tricolore indossata dall’assessore Andrea Catenaro il 6 ottobre 2018. L’assessore partecipò alla manifestazione “Riace non si arresta”, per portare, come scritto anche sul profilo ufficiale Facebook del Comune, «la solidarietà di San Vito Chietino» all’allora sindaco Mimmo Lucano, indagato e sottoposto agli arresti domiciliari, indossando la fascia tricolore, anche al contrario, e scatenando molte polemiche. Insorse il gruppo di opposizione Nuova Alleanza per San Vito che chiese invano spiegazioni al sindaco Emiliano Bozzelli. Poi Del Mastro (Fratelli D’Italia) presentò una interrogazione a cui pochi giorni fa Sibilia ha risposto. Il sottosegretario ha ricordato il «valore altamente simbolico» della fascia tricolore, le direttive sul suo utilizzo confermando che in quella occasione l’assessore la usò impropriamente, peraltro al contrario e in una manifestazione «non connotata dal carattere dell’ufficialità». Inoltre ha precisato che «il prefetto di Chieti, venuto a conoscenza dei fatti, ha provveduto con un'apposita nota a richiamare l'attenzione dei sindaci sul corretto utilizzo della fascia tricolore». «Attivammo subito i nostri referenti sul territorio che coinvolsero Del Mastro», dice Gabriele Nardone, presidente del circolo “Nino Sospiri” di Fratelli d’Italia San Vito Chietino. «Il Tricolore rappresenta il dna di Fratelli d’Italia e non possiamo accettare che il suo valore sia sminuito o, addirittura, come in questa occasione, sfruttato da una parte politica che, peraltro, l’ha sempre ignorato. È stata l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza del ruolo ricoperto e dello scarso senso delle istituzioni di questa amministrazione di sinistra». «Quanto affermato dal sottosegretario», aggiunge il gruppo consiliare di Nuova Alleanza, «dimostra, seppur tardivamente, la legittimità sia della interrogazione rivolta al sindaco, il quale non ha mai fornito alcuna risposta, che della segnalazione inviata al prefetto». (t.d.r.)

