Assistenti prese a calci e pugni, chiesti danni per 60mila euro

3 Luglio 2020

LANCIANO . Si sono costituite parti civili le assistenti sociali del Comune nel processo che le vede parte lesa, perché prese a calci e pugni da Nicola M., 43 anni, durante un incontro protetto...

LANCIANO . Si sono costituite parti civili le assistenti sociali del Comune nel processo che le vede parte lesa, perché prese a calci e pugni da Nicola M., 43 anni, durante un incontro protetto insieme alla moglie con le figlie nell’assessorato al sociale. L’uomo è accusato di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Di fronte al giudice Andrea Belli l’avvocato Fabiana Desiderio di Chieti, che rappresenta le assistenti sociali T.G.C. e A.G., ha chiesto un risarcimento danni di 30mila euro a testa. Stabilito l’elenco dei testi il processo riprenderà a febbraio.
Secondo l’accusa l’uomo, il 13 settembre 2018, si è recato ad un incontro protetto con le figlie di 9 e 11 anni che vivevano in una casa famiglia. All’improvviso si è scagliato contro l’assistente sociale T.G.C. e poi contro A.G., intervenuta per aiutare la collega. A fermarlo, a fatica, furono le forze dell’ordine. Per le donne la prognosi fu di 40 giorni.
«Il fatto c’è stato», dice l’avvocato Nicola Rullo che rappresenta l’imputato, «ma l’uomo ha spiegato lo scatto d’ira in un momento in cui era con le spalle al muro, senza le figlie. Durante le udienze è da valutare anche il tipo di lesioni procurate, perché la prognosi iniziale era di pochi giorni». (t.d.r.)
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