Assistenti sociali pronti alla class action
Le 400 lauree alla D’Annunzio non erano facili, il sindacato Sunas diffida il rettore e il dg Del Vecchio
CHIETI. Nuova diffida nei confronti dell’università d’Annunzio sulla vicenda delle cosiddette lauree facili. Il Sunas (Sindacato unitario nazionale assistenti sociali) ha diffidato il rettore Carmine Di Ilio «a procedere al preannunciato annullamento dei titoli di laurea in Servizio sociale conseguiti nell’anno 2002/2003 presso questo ateneo, in quanto il titolo risulta essere conforme» ai sensi della normativa allora vigente. La vicenda coinvolge oltre 400 lauree che il rettore Di Ilio e il suo direttore generale, Filippo Del Vecchio, volevano annullare essendosi improvvisamente accorti, tramite un quesito posto al Miur, che non sarebbero state regolari, perché la riconversione creditizia si era basata su titoli rilasciati da una scuola di Fermo non autorizzata dal Ministero a tale scopo. 75 lettere a firma di Del Vecchio erano già partite all’indirizzo del primo scaglione dei 400 laureati, annunciando l’annullamento della laurea. Ma già ad agosto scorso, lo stesso Del Vecchio aveva dovuto firmare una nuova comunicazione con cui si sospendeva per 30 giorni l’operazione, in attesa di «approfondimenti istruttori richiesti al Miur». I 30 giorni sono passati, ma a farsi sentire è stato invece il Sunas che ha diffidato l’università ad invalidare i titoli, spiegando, tra l’altro, che lo stesso sindacato, nel 1992, aveva chiesto al Miur l’elenco delle 97 scuole di assistente sociale autorizzate a rilasciare titoli che potessero poi essere riconvertiti in lauree. E nell’elenco, al quindicesimo posto, compare proprio la “Santa Francesca Cabrini”, vale a dire l’istituto di Fermo che ha rilasciato i diplomi necessari alla riconversione creditizia. «I crediti formativi goduti sono conformi alla disciplina allora vigente», scrive il segretario generale del Sunas Salvatore Poidomani. «I numerosi esami sostenuti nell’arco di un solo giorno si spiegano nella forma colloquiale degli stessi e nella necessità di convalidare i titoli rilasciati nel precedente ordinamento entro tre anni dall’entrata in vigore del Dpr 14/1987. Va altresì evidenziato come il controllo di validità burocratica dei titoli presentati all’ateneo appartiene a soggetti terzi (leggi ordini regionali) e non alla facoltà e alle sue commissioni». La diffida si chiude con la richiesta di «procedere all’interruzione dei procedimenti in atto», ribadendo che «questa organizzazione sindacale attiverà tutte le procedure a tutela della categoria». Come una class action. I 400 laureati si stanno infatti raggruppando. Su internet è attiva anche una pagina facebook (all’indirizzo “Diplomati Assistenti Sociali a Fermo, laureati a Chieti) che mira a portare avanti azioni collettive per tutelare tutti coloro che sono rimasti invischiati nella vicenda. Se il vertice universitario non dovesse fare marcia indietro, partirà infatti la class action per chiedere i danni all’ateneo. (a.i.)

