Assistenza disabili, Comuni contro Regione

20 Gennaio 2015

Fossacesia, appello di 14 sindaci: «Dobbiamo partecipare alle spese? Ci vorrebbero 1,4milioni di euro»

FOSSACESIA. I sindaci dell’Ente d’ambito sociale (Eas) 23 Basso Sangro denunciano le gravi conseguenze che peseranno sulle famiglie e sui Comuni che, a partire dal 1°gennaio scorso, in seguito del decreto regionale 92/2014, saranno obbligati a compartecipare alla spesa per le prestazioni socio-sanitarie in regime residenziale e semiresidenziale. L’appello è partito ieri dal Comune di Fossacesia dove si sono incontrati sindaci e assessori dei 14 Comuni dell’Ente d’ambito sociale 23 Basso Sangro: Fossacesia, Castel Frentano, Frisa, Santa Maria Imbaro, Treglio, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Pollutri, Torino di Sangro, Mozzagrogna, Casalbordino, Paglieta, Villalfonsina, Sant’Eusanio del Sangro.

L’allarme lanciato è stato unanime. «Le famiglie dei disabili, già gravate da notevoli carichi assistenziali, saranno costrette ad affrontare anche i costi elevatissimi previsti per la cura dei propri cari in regime residenziale o semiresidenziale», hanno dichiarato i sindaci dell’Eas 23. «Si tratta di categorie deboli sulle quali in questo modo cade un’ulteriore mannaia». Inoltre, il decreto 92/2014 prevede che qualora la famiglia non sia nella condizione economica di pagare il ticket previsto, dovrà essere il Comune di residenza dell’assistito a farsi carico dei costi. Da proiezioni effettuate, sull’Eas 23 graverebbero 140 assistiti, per una spesa complessiva pari ad 1.400.000 euro. «È una follia», proseguono i sindaci intervenuti, «è noto che i Comuni non sono nelle condizioni finanziarie per poter sostenere oneri così gravosi. Ecco alcuni dati alla mano: il Comune di Fossacesia dovrà versare per l’anno 2015 125.000 euro; Castel Frentano 277.000 euro; Casalbordino 120.000 euro; Frisa 34.000 euro; Mozzagrogna 117.000; Paglieta 86.000; Pollutri 108.000; Rocca San Giovanni 92.000; San Vito Chietino 147.000; Santa Maria Imbaro 130.000; Sant’Eusanio del Sangro 94.000; Torino di Sangro 65.000; Treglio 11.000; Villalfonsina 21.000».

«Il nostro non vuole essere un attacco alla Regione, ma una richiesta di aiuto affinchè sostenga le famiglie e i Comuni nell’affrontare questa situazione», concludono i 14 sindaci riuniti. «Invitiamo la Regione ad assumere un coordinamento sociosanitario serio fra tutti gli interessati, così da poter concordare di concerto una strategia che se da un lato permetta alla stessa Regione di rispettare quanto previsto dalla norma, dall’altro non metta in ginocchio le famiglie, i Comuni e le strutture sociosanitarie».

Linda Caravaggio

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