Assistenza inadeguata: viene assolta
VASTO. Assolta con la formula “perché il fatto non sussiste”. Per V.B., 68 anni responsabile di una struttura ricettiva a carattere comunitario per anziani di Vasto, è la fine di un incubo. La donna...
VASTO. Assolta con la formula “perché il fatto non sussiste”. Per V.B., 68 anni responsabile di una struttura ricettiva a carattere comunitario per anziani di Vasto, è la fine di un incubo. La donna era accusa di non avere prestato a una paziente di 87 anni, poi deceduta, le necessarie attenzioni e una adeguata assistenza, al punto che l’anziana per due volte era finita in ospedale con piaghe da decubito. Fondamentale nel corso dell’udienza si sono rivelate alcune testimonianze, in particolare quella del figlio della vittima. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna per l’imputata a nove mesi di reclusione. A convincere il giudice Stefania Izzi dell’innocenza dell’imputata è stata la lunga e analitica arringa dell’avvocato Marisa Berarducci che ha ripercorso la vicenda. Al termine dell’udienza quindi i giudice ha messo una sentenza assolutoria ai sensi dell’articolo 530 (mancanza di prove certe) del codice di procedura penale. (p.c.)
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