«Associazioni sfrattate senza alternative»

Ex caserma Pierantoni, l’opposizione all’attacco: dopo un anno Comune incapace di trovare soluzioni
CHIETI. Che fine ha fatto la promessa della maggioranza del sindaco Diego Ferrara di trovare una sede alle associazioni sfrattate dalla caserma Pierantoni? La domanda è al centro di una interrogazione proposta dall’intergruppo consiliare formato da Serena Pompilio (Azione politica), Mario De Lio (Udc), Giampiero Riccardo (Chieti viva), Stefano Costa (Forza Chieti) e Bruno Di Iorio (Di Iorio Sindaco). L’interrogazione chiede conto, infatti, della «mancata graduatoria per l’assegnazione di immobili alle associazioni». Secondo i cinque consiglieri d’opposizione, che si sono appena uniti in un intergruppo consiliare, l’amministrazione Ferrara è rimasta ancora assolutamente ferma nell’assegnazione dei locali alle associazioni. «Prima una corsa per sfrattarle dalla ex caserma Pierantoni», dicono Pompilio, De Lio, Riccardo, Costa e Di Iorio, «e oggi, dopo circa un anno, non si hanno ancora notizie della graduatoria. Nel frattempo, però, molte di quelle associazioni, impossibilitate a proseguire la loro attività in assenza di una sede, sono state costrette a chiudere i battenti. Il sindaco aveva parlato di “operosità di tante realtà cittadine”: operosità che oggi la città ha perso perché non si è stati capaci di garantire a quelle realtà spazi consoni. Dopo molti mesi sarà lecito chiedersi che fine ha fatto la graduatoria? È lecito chiedersi se sussistono difficoltà ad accontentare tutti coloro che avevano ricevuto rassicurazioni? Facile espellerle dagli alloggi di Santa Maria, difficile trovare altre soluzioni per chi oggi non è in grado di fornire trasparenza e aiuti a quelle realtà che rappresentavano il pilastro su cui poggia il tessuto culturale e sociale della città».
La trentina di associazioni, con migliaia di iscritti, che da oltre dieci anni aveva una sede all’interno della ex caserma di Santa Maria aveva dovuto lasciare l'immobile a causa della volontà di trasformare i 18mila metri quadrati della Pierantoni in uno studentato da 200 posti letto. Nessuno voleva ostacolare il ritorno degli studenti in centro, ma tutti avevano chiesto una sede alternativa. L’amministrazione comunale aveva promesso che si sarebbe data da fare con un censimento di tutti gli immobili e che poi avrebbe fatto un bando e stilato una graduatoria per l’assegnazione. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

