Assolta la Cantina di San Panfilo

Scerni, il giudice dà ragione all’azienda: non è una discarica, ma una concimaia
SCERNI. Fine di un incubo, riaffermazione del valore dei propri metodi di produzione e lavorazione e rispetto dell'ambiente.
E' l'epilogo della vicenda che ha avuto al centro la cantina di San Panfilo. L'associazione Eco schools attraverso il presidente, Paolo Lenzio nel febbraio 2013 aveva denunciato la presenza di una discarica abusiva a Scerni proprio vicino alla cantina di San Panfilo. Il fatto ha provocato guai giudiziari al responsabile. A distanza di tre anni gli esperti hanno stabilito che quel materiale scambiato dall'associazione ambientalista per discarica abusiva era in realtà una concimaia.
La stessa conclusione è stata dichiarata con una sentenza assolutoria che ha smentito Leonzio. Il procedimento penale avviato dalla Procura a seguito dell'esposto è sfociato infatti in un processo che si è chiuso con una sentenza assolutoria perché «il fatto non sussiste». Il giudice monocratico del Tribunale di Vasto a seguito del materiale e degli elementi acquisiti ha stabilito che la cantina non aveva prodotto alcuna discarica abusiva. Quella individuata e denunciata da Leonzio era in realtà una concimaia realizzata per fare in modo che i raspi potessero essere riutilizzati come concime naturale.
Soddisfatta la cooperativa che ribadisce l'innocuità del concime naturale piuttosto che quello chimico. (p.c.)

