Assolto Caporale: non fu violenza privata

La Corte d’appello ribalta la sentenza di primo grado: l’assessore non minacciò un imprenditore edile
LANCIANO. Non abusò dei poteri connessi alla carica di consigliere comunale né cercò di interrompere con minacce i lavori in un cantiere edile. È stato assolto dai giudici della Corte di appello dell’Aquila con formula piena, perché il fatto non sussiste, Davide Caporale, assessore all’ambiente e allo sport della giunta del sindaco Mario Pupillo.
I magistrati aquilani hanno ribaltato la condanna avuta in primo grado, ben 4 anni fa, ad un mese e 20 giorni di reclusione, 1.000 euro di risarcimento danni alla parte civile, pagamento delle spese legali-pena sospesa- per tentata violenza privata. I fatti risalgono addirittura a 9 anni fa, quando Caporale era consigliere comunale.
Per l’accusa avrebbe cercato di indurre un costruttore edile, P.B., a interrompere i lavori che questi stava eseguendo per realizzare una palazzina in via Per Fossacesia perché, come indicato da alcuni residenti della zona, c’era un tubo del gas che serviva il palazzo accanto a quello in costruzione che doveva essere messo in sicurezza per evitare che venisse tranciato. Caporale il 14 dicembre 2011 si presentò al cantiere invitando P.B. a rivolgersi all’ufficio tecnico-urbanistico per ottenere la sospensione dei lavori, per sistemare il tubo del gas non messo in sicurezza. Ne nacque una discussione continuata due giorni dopo quando l’assessore tornò nel cantiere con una troupe di una televisione privata locale affinché filmasse i lavori da lui contestati. Ma non avvennero le riprese. I lavori ricominciarono e Caporale fu denunciato da P.B., difeso dall’avvocato Alfonso Ucci. La Procura formulò l’accusa di tentata violenza privata con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando dei poteri connessi alla carica di consigliere comunale. Dopo numerose udienze arrivò la condanna per Caporale nel settembre 2016, impugnata dal suo legale, Alessandro Troilo, che presentò ricorso in appello. Ora la nuova sentenza che ha ribaltato il primo grado, cancellando la condanna e decretando l’assoluzione.
«Siamo soddisfatti per l’assoluzione perché il fatto non sussiste», commenta l’avvocato Troilo, «quindi con formula piena. Questa è una vicenda esemplare perché stabilisce che chi si muove per difendere l’interesse della comunità, come ha fatto l’assessore su richiesta dei residenti, non può commettere reato ed è esemplare sul fronte della prevenzione: Caporale si volle accertare che il tubo del gas fosse in sicurezza evitando di creare problemi poi a ben 4 condomini vicini». Dopo 9 anni vicenda chiusa? «Attendiamo le motivazioni della Corte il 15 ottobre», risponde l’avvocato Ucci, «e valuteremo se presentare ricorso in Cassazione». (t.d.r)

