Assolto con formula piena l’ex Cda dell’ente rifiuti

16 Aprile 2015

Per i sei imputati il procuratore aveva chiesto condanne da uno a due anni Il tribunale: «Il fatto non sussiste». La Corte dei conti ha escluso danni erariali

LANCIANO. Assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste. Erano finiti a processo con l’accusa di abuso d’ufficio continuato in concorso, l’ex presidente del consorzio smaltimento rifiuti, oggi Ecolan, Riccardo La Morgia, l’ex vicepresidente Nicola Di Toro, e degli ex componenti del Cda, Luigi Toppeta, Camillo Di Giuseppe e Nicola Carulli, e l’ex legale della società Giacomo Nicolucci. Per loro il procuratore Francesco Menditto aveva chiesto pene tra uno e due anni di reclusione. Invece il collegio presieduto dal giudice Francesco Marino, con a latere il giudice Giovanni Nappi e il giudice onorario Stefania Cantelmi hanno deciso per l’assoluzione piena.

Come sostenuto dai legali degli imputati, Aldo La Morgia, Michele Di Toro, Augusto La Morgia, Alessandro Troilo e Guido Picciotti, non c’è stato alcun abuso di ufficio continuato in concorso per la violazione dell’articolo 27 dello statuto consortile che stabiliva che l’assemblea dei 53 sindaci-soci aveva la competenza di determinare i compensi e per la mancata riduzione delle indennità del 50%come previsto dalla finanziaria del 2008 per gli amministratori di un Comune con popolazione pari a quella del Consorzio. Fatto che per la Procura avrebbe procurato ingiusti profitti agli imputati per 140mila euro.

Inoltre l’abuso, sempre per la Procura, c’era anche per il fatto che, seppur decaduti per scadenza di mandato nel giugno 2009, sono rimasti in carica fino al 15 ottobre 2009 - tranne Di Giuseppe che si dimise a luglio 2009 - introitando178mila euro, senza convocare l’assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche e per la nomina a supervisore pro tempore dell’ente di Nicolucci.

Nel corso del processo, che è iniziato nel 2013, i legali degli imputati hanno più volte ricordato che per la riduzione dei compensi la legge finanziaria del 2008 rimandava per l’applicazione a un decreto ministeriale che non è mai stato promulgato. Hanno anche prodotto una sentenza della Corte dei Conti che non ravvisava alcun danno erariale in merito ai compensi.

In fase di udienza preliminare, poi, i 5 avevano anche ottenuto il proscioglimento dall’accusa di abuso di ufficio in concorso per avere affidato l’incarico di direttore pro tempore all’avvocato Nicolucci.Poi il procuratore Menditto impugnò gli atti in Cassazione e dopo aver riformulato il capo d’imputazione e ottenuto il rinvio a giudizio, lo scorso anno in aula è tornata anche l’accusa di abuso d’ufficio per la nomina di Nicolucci. Tutte accuse cadute ieri con l’assoluzione piena. Ora La Procura, dopo aver letto le motivazioni, vaglierà se fare o meno appello.

Teresa Di Rocco

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