Assolto da violenze ed estorsioni alla madre

19 Aprile 2023

Ventiduenne rischia 4 anni e 2 mesi di reclusione, ma il tribunale lo condanna a 600 euro per lesioni

VASTO. Ha rischiato una condanna a 4 anni e due mesi di reclusione. A.B., 22 anni, di San Salvo, finito in giudizio con le gravi accuse di maltrattamenti, estorsione e lesioni aggravate verso la madre. Tanto ha chiesto ieri il pm, Silvia Di Nunzio al termine della requisitoria. Il collegio giudicante - presidente Stefania Izzi, giudici a latere Silvia Lubrano e Maria Elena Faleschini - ha tuttavia accolto le motivazioni del difensore, l'avvocato Raffaele Giacomucci, ed ha assolto l'imputato dai reati di maltrattamenti ed estorsione con la formula “il fatto non sussiste". A.B. è stato condannato solo per il reato di lesioni. Dal momento che il giovane è incensurato la pena è stata pecuniaria: 600 euro. Fondamentali si sono rivelate le dichiarazioni di una testimone. Secondo il capo d'imputazione il ventitreenne, aveva trasformato in inferno la vita della madre di 56 anni, al punto da generare nella donna uno stato di grave sofferenza. Il giovane avrebbe insultato e minacciato più di una volta sua madre, lanciandole addosso oggetti contundenti. Il motivo di tale violenza sarebbe collegato a problemi economici. Il giovane pretendeva dalla madre del denaro. La costringeva a consegnargli somme di denaro di vari importi. L'ultimo episodio il 28 maggio 2022. Dopo aver colpito la madre con il manico di una scopa e a pugni sulla testa, l'avrebbe costretta a consegnargli 20 euro. La donna era finita anche la pronto soccorso.
La difesa ha tuttavia smontato le accuse definendole "non credibili", rivelando un rapporto conflittuale fra madre e figlio, ma negando che il figlio fosse divenuto un aguzzino. A supporto della tesa difensiva, l'avvocato Giacomucci ha chiamato a testimoniare una persona che conosceva bene i due. Dal racconto della testimone è emersa una situazione meno penalizzante per la madre di A.B. L'imputato è stato quindi condannato per le sole lesioni. A favore dell'imputato ha giocato anche il fatto che fosse incensurato. Il collegio ha quindi condannato il ventiduenne ad una pena di 600 euro. (p.c.)
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