Assolto dal falso per un manufatto
Rimessa agricola: annullato il risarcimento danni del primo grado
VASTO. Il fatto non sussiste. Con questa formula piena, la Corte d’appello dell’Aquila ha assolto dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico N.D.C..
L’uomo è finito davanti i giudici per un terreno di 3mila metri quadri per il quale aveva inoltrato al Comune la richiesta di permesso a costruire una rimessa agricola. Quel manufatto non era piaciuto ai confinanti che hanno presentato un ricorso al Tar di Pescara, accolto dai giudici amministrativi, che avevano annullato la concessione. Per quella vicenda l’uomo è finito anche davanti al tribunale collegiale di Vasto e con lui anche un dirigente del comune. Quest’ultimo è stato assolto un mese fa con formula piena e ora è arrivata l’assoluzione in appello anche per N.D.C..
In primo grado era stato condannato al risarcimento dei danni. Il suo legale, l’avvocato Giovanni Cerella, ha deciso di ricorrere in appello. I magistrati aquilani hanno sentenziato nei giorni scorsi che il fatto non sussiste e assolto, dunque, con formula piena l’imputato accogliendo la tesi prospettata da Cerella. «C’è stato», afferma l’avvocato, «un equivoco di fondo: la sentenza di primo grado è stata frutto di un’interpretazione estremamente rigorosa, che non ha tenuto conto della sanatoria e della buona fede del mio cliente. I giudici della corte aquilana hanno invece ritenuto di assolvere il mio cliente dal reato previsto dall’articolo 489 del codice penale e annullato i risvolti civili», conferma Cerella.
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