Assolto dall’accusa di estorsione

Un 38enne condannato solo per violenza privata ma non per sequestro e lesioni
VASTO. Nel mese di giugno 2022 era finito in manette con l’accusa di estorsione, sequestro di persona e lesioni personali nei confronti di uno studente 19enne. Ieri, in accoglimento della tesi difensiva dell’avvocato Francesco Bitritto, la posizione di L.C., 38 anni, è stata rivalutata dal giudice Stefania Izzi. Il capo d’imputazione è staro riformulato in violenza privata. Il trentottenne, che rischiava una pena di otto anni di reclusione, è stato condannato a due anni e 10 mesi di reclusione, 1.100 euro di multa oltre a cinquemila euro di risarcimento danni alla parte civile.
Soddisfatto l’avvocato Bitritto: «Sono state riconosciute le attenuanti generiche», dice il legale, «nonché la tenuità del danno. Inoltre, il reato ipotizzato è stato giuridicamente riqualificato, in quello meno grave dal momento che durante l’istruttoria è emerso in modo inequivocabile che la persona offesa non aveva alcuna limitazione della propria libertà di movimento. Tuttavia, attendo le motivazioni della sentenza e valuterò l’eventuale ricorso in appello per dimostrare l’assoluta assenza di costrizione da parte dell'imputato».
Lo stesso pm Iaia Marino ieri ha chiesto l’assoluzione per il reato di estorsione. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Donatella Rizzi. La vicenda, come detto, avvenne 15 mesi fa. Il 19enne era in auto con tre amiche. Si è fermato per comprare le sigarette. Nel risalire in auto sarebbe stato bloccato da L.C. Poi, con le minacce, avrebbe dovuto accompagnare L.C. alla ricerca di sostanze stupefacenti. Per circa un’ora e mezza lo studente ha trasportato il 38enne. Quest’ultimo solo prima di scendere ha riconsegnato alla vittima il cellulare. Il giovane avvisò il 112 facendo arrestare l’uomo. (p.c.)
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