Assolto dall’accusa di violenza sulla moglie

20 Dicembre 2018

Perizia del tribunale affossa la denuncia presentata dalla donna. Il difensore: padre restituito ai figli 

VASTO. Assolto per non aver commesso il fatto. Il tribunale di Vasto restituisce con la sentenza di assoluzione la serenità ad un professionista quarantenne del Vastese denunciato dalla moglie per violenza sessuale, lesioni, maltrattamenti e stalking. Fondamentale è stata la perizia del consulente tecnico del tribunale, Adriana Tromboli, che ha escluso la violenza così come il professore Giuseppe Orfanelli perito per l’imputato. Soddisfatti i difensori dell’uomo, gli avvocati Fiorenzo Cieri e Cinzia Di Medio. Lei era assistita dall’avvocato Stefania Bracaglia.
La violenza secondo la donna sarebbe avvenuta in un ambiente colto e all’apparenza sereno. I due protagonisti sono persone laureate e note. «Un padre è stato restituito ai suoi figli», ha dichiarato l’avvocato Di Medio. «Questo processo ha reso giustizia. Sono naufragate le accuse mosse dalla moglie. Nessuna violenza. Nessun maltrattamento». A sancirlo è stato il collegio formato da Bruno Giangiacomo, Fabrizio Pasquale e Rosanna Buri, al termine di una lunga istruttoria nel corso della quale sono stati ascoltati più di 50 testimoni. Molti di loro adesso rischiano un processo per falsa testimonianza. Tanta la gratitudine dell’imputato ai difensori e ai giudici.
Il processo ha portato alla luce una realtà diversa da quella tratteggiata dalla moglie. Una ambiente sereno confermato dalle serenità dei figli. «Quello del mio cliente è stato un dramma», ha detto l'avvocato Di Medio, «comune a tanti mariti e padri accusati durante la separazione con un uso strumentale della denuncia, che dovrebbe essere considerato e si dovrebbero approntare forse strumenti di tutela più adeguati o semplicemente assicurare agli individui quelle garanzie costituzionali che spesso vengono dimenticate. Anche perché l’uso strumentale della denuncia nuoce a chi la violenza l’ha subita davvero».
La presunta parte lesa in questo caso aveva raccontato un vissuto drammatico fatto di violenza. Un atteggiamento persecutorio. Da alcune testimonianze acquisite era venuto fuori un atteggiamento che sembrava una sorta di reazione alla disaffezione della moglie confermata da alcuni messaggi trovati sul telefonino. Secondo l’accusa la gelosia e il timore di poter perdere sia la donna e sia i 4 figli avrebbero fatto perdere all’accusato la razionalità. Grazie alle conclusioni del periti, il professionista è stato scagionato. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .