Assolto per la doppia fuga d’amore

23 Gennaio 2016

Cade l’accusa per l’operaio di Cupello scappato con una 14enne e denunciato dalla famiglia di lei

CUPELLO. «Ha trionfato l’amore». Così l’avvocato Angela Pennetta commenta l’assoluzione di Angelo Di Michele, 23 anni, di Cupello, finito davanti ai giudici per amore di una ragazzina. Accusato di sottrazione consensuale di minore, il giovane è stato assolto, dal giudice Rosanna Buri, con formula piena «perché il fatto non sussiste». Anche il pm Iaia Marino ne aveva chiesto l’assoluzione. I due giovani sono stati protagonisti di diverse fughe d’amore. «Lui lo ha fatto perché voleva vederla felice e per lei ha rischiato il carcere», sottolinea il difensore.

Il processo al giovane operaio di Cupello, accusato di sottrazione di minore consenziente, è iniziato due anni fa.Nel 2012 il giovane, all’epoca 21enne, si allontanò la prima volta da casa con la ragazza che di anni ne aveva solo 14. Due anni dopo è successo ancora e per lui sono cominciati i guai e il processo. Nel corso delle udienze il giudice ha voluto ascoltare la versione della ragazza. Lei ha risposto alle domande con grande serenità. Dopo di lei sono stati ascoltati i suoi genitori e quelli del ragazzo. Nessuno ha mai potuto assistere all’udienza, tenuta rigorosamente a porte chiuse. Di sicuro sono falliti tutti i tentativi di riconciliazione e la vicenza giudiziaria è andata avanti.

«Grazie alle dichiarazioni rese dalla ragazza», riferisce l’avvocato Pennetta dopo la sentenza, «la posizione del mio assistito si è alleggerita di molto». Ad assistere la famiglia della ragazza è stato, invece, l’avvocato Antonio Boschetti. Il padre della ragazza non ha mai accettato l’ipotesi della fuga d’amore. Il legale della famiglia è arrivato ad ipotizzare il plagio della ragazzina, oggi sedicenne. Ben diversa la versione della difesa dell’imputato.

«La cosa certa è che il giovane operaio è finito nei guai per amore. Perché lui non ha mai nascosto di essere perdutamente innamorato di quella ragazzina», sottolinea l’avvocato Pennetta. Nel 2012, quando si allontanò da casa con la ragazza, furono i carabinieri a ritrovarli in Molise e a riportarli a casa. Il 7 luglio 2013 i due ragazzi sparirono per la seconda volta. Furono ritrovati dopo 22 giorni a Martinsicuro, in provincia di Teramo.

L’accusa che ha fatto finire sul banco degli imputati il ventitrenne è riferita alla prima fuga, ma la posizione del giovane si è aggravata con il secondo allontanamento. L’avvocato Angela Pennetta ha, tuttavia, dimostrato come il suo assistito non abbia obbligato nessuno a seguirlo, grazie all’acquisizione dei tabulati degli sms scambiati dai due prima del secondo allontanamento. Fondamentali sono state comunque le dichiarazioni della ragazza che, quando ha conosciuto l’imputato, aveva solo 13 anni. Da quel momento i due sono diventati inseparabili. (p.c.)

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