Assoluzione dell’ex direttore Privacy violata, niente dolo

CHIETI. Il fatto c’è stato, ma non il dolo. Questa la motivazione per cui il giudice Andrea Di Berardino ha assolto il direttore generale della d’Annunzio Filippo Del Vecchio dall’accusa di...
CHIETI. Il fatto c’è stato, ma non il dolo. Questa la motivazione per cui il giudice Andrea Di Berardino ha assolto il direttore generale della d’Annunzio Filippo Del Vecchio dall’accusa di violazione della privacy e diffamazione per la lista dei 113 dipendenti che Del Vecchio sosteneva essere stati strapagati in passato. Sono uscite le motivazioni della sentenza e Di Berardino scrive che «l’elemento materiale dei delitti contestati risulta agevolmente configurabile, il trattamento dei dati è stato come detto illecito e idoneo a cagionare discredito, quel che pare carente è il dolo». Così il dg se l’è cavata.

