Assume parente coi fondi regionali

15 Gennaio 2016

Santa Maria Imbaro, imprenditore a processo per truffa ai danni della Regione

SANTA MARIA IMBARO. Avrebbe percepito illegittimamente un contributo regionale per l’occupazione pari a 160mila euro. Con l’accusa di falsità ideologia e truffa aggravata Luigi Lanci, 60 anni, è stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari Marina Valente. Il processo è stato fissato al 5 maggio. L’uomo, legale rappresentante della “L.D.L. srl.” di Santa Maria Imbaro, che fabbrica carrozzerie per autoveicoli e rimorchi, avrebbe utilizzato impropriamente il finanziamento erogato dalla Regione del “Por Fse 2007-2013” per assumere persone a tempo indeterminato.

Il bando prevedeva l’erogazione del contributo per favorire le nuove assunzioni di persone disoccupate o inoccupate. Tra le condizioni per accedere ai fondi c’era, in particolare, che gli assunti non dovevano essere soggetti già dipendenti della ditta che faceva richiesta degli incentivi e che questi, inoltre, non dovevano avere rapporti di parentela o di affinità entro il terzo grado o di coniugio con i datori di lavori. Lanci, quindi, presentò la domanda. La giunta regionale la accolse concedendo il beneficio per l’assunzione di undici lavoratori, per un importo di 160mila euro. Ma, per l’accusa, l’uomo avrebbe dichiarato falsamente, nell’istanza di ammissione al finanziamento regionale, che le persone indicate nei moduli allegati alla domanda di ammissione agli incentivi non erano già titolari di rapporto di lavoro alle sue dipendenze e induceva in errore la Regione che erogava in suo favore la cospicua somma, a titolo di contributo per le assunzioni. L’imprenditore avrebbe dichiarato falsamente, sempre secondo l’accusa, mediante dichiarazione sostituiva, di non avere rapporti di parentela con le persone indicate nell’istanza. E, invece, tra gli assunti sembra che figurasse la nipote. Da qui i reati contestati all’imputato, di falsità ideologica e truffa. I fatti si sarebbero svolti nell’aprile e nel dicembre 2010.

Lanci è stato, invece, prosciolto dall’accusa di omesso versamento dell’Iva per il 2011. Secondo le accuse non aveva pagato 77.653 euro. L’avvocato dell’uomo, Rachelina Martelli, è sicura che a processo i fatti saranno chiariti. L’uomo, secondo il suo difensore, aveva effettivamente trasformato, grazie agli incentivi percepiti, i contratti a tempo determinato di alcuni dipendenti in contratti a tempo indeterminato, creando così nuovi posti di lavoro. Solo in un secondo momento la Regione avrebbe saputo della loro reale posizione, visto che i fondi sarebbero stati erogati alla ditta solo previa verifica positiva della documentazione presentata. (t.d.r.)

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